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in archivio dal 24 mag 2014

Mauro Pinzone

09 aprile 1959, Albenga (SV) - Italia
Segni particolari: Segno zodiacale ariete.. ascendente sagittario.. convinto, musicista scrittore artigianale di versi e canzoni
Mi descrivo così: scrivo canzoni perché sento il bisogno quasi fisico di farlo, perché le mie canzoni esprimono l’unica verità o le molte verità di un anima disordinata, distratta e costantemente in bilico; scrivo canzoni perché è l’unica maniera di descrivere quello che ho dentro e che non so esprimere sinceramente

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  • 09 dicembre 2017 alle ore 10:57
    Segnali di fumo

    Segnali di fumo dall’ultima frontiera
    Ne posso vedere salire il rumore
    Come  il fruscio di parole spezzate
    Dal singhiozzo o da una risata

    Sali su quella barca che ti fa sognare
    Un posto migliore in cui puoi restare
    Sali su quella barca devi partire
    Non ha importanza il prezzo che devi pagare

    Arrivano dal mare, dalla sua tempesta
    Con facce di ebano, specchio del deserto
    Con piedi fragili e l’anima a frammenti
    Che traspare da occhi grandi e profondo

    La pelle si stacca cotta dal calore del sole
    La pelle marcisce bagnata dall’acqua del mare
    Non c’è neanche spazio per respirare
    Non hai più neanche la forza di pensare

    Si muovono sulla terra come sull’acqua
    Con paura, con sospetto, con dolore
    Sembrano non sentire l’aria attorno
    Che ricorda loro quanto sono distanti

    Donne bambini e vecchi buttati a mare
    Come sacchi vuoti senza alcun valore
    Non ci sono lacrime da poter sprecare
    Neanche la forza e il tempo per pregare
     
    Segnali di fumo dall’ultima frontiera
    Si può vedere anche da lontano
    Quanto il suo odore forte e acre
    Sia invece così vicino alla speranza

    Scendi da quella barca forse hai finito di viaggiare
    sopravvissuto a un viaggio infernale
    una sofferenza enorme da non poter raccontare
    speri soltanto in un futuro migliore

     
  • 21 novembre 2015 alle ore 11:35
    coscienze

    coscienze dentro a un foro nel muro,
    martello, chiodo, coscienza che scotta,
    che striscia sui tuoi si, sui tuoi no
    coscienza che suda, sfruttata,
    dispersa in un turbinio di sabbia
    coscienza che urla, soffre,
    instancabile nella sua determinazione
    coscienza che cresce,
    come la sua voglia di scomparire...
    coscienze, improbabili testimoni
    di un'assenza temporale,
    di attimi incontrollati e incontrollabili

     
  • 27 agosto 2015 alle ore 19:45
    schegge di legno

    troppo intenso quel fragore di onde sugli scogli,
    spruzzi d'acqua come schegge di legno da albero tagliato con l'accetta
    troppo intense, da dover chiudere gli occhi per non restarne travolti
    sensi acuti, come spilli incadescenti dentro a un cespuglio di rovi secchi
    si infrangono, esplodono, come quelle onde fanno sugli scogli,
    o sulla prateria cristallina dell'inesistenza
    rabbia inconsistente che a volte ci possiede
    a volte schizza via come gli spruzzi di quelle onde sugli scogli,
    o come le schegge impazzite di un albero tagliato con l'accetta

     
  • 14 giugno 2015 alle ore 15:20
    Cerniere

    Sorda impalpabile cerniera,
    sulla pelle della luna,
    delicatamente la apri sapendo
    che troverai solo luce riflessa,
    e non propria
    il sole sta altrove e sorride, silenzioso
    con i suo contorni che si perdono nell'ombra
    dove io mi nascondo...

    chiudo quella cerniera,
    e con essa i miei occhi, 
    lasciando che il sole mi riempia di luce

     
  • 02 giugno 2015 alle ore 11:48
    anima in tempesta

    Sono un anima in tempesta,
    foglie secche nell’occhio di un impermeabile
    tormenta di cicale, che cantano, ma non volano…
    sono un anima in una foresta
    di sentimenti imperfetti, perché imperfette
    sono le curve dei miei neuroni…
    sono un anima in un cuore di animale,
    destinato ad andare alla deriva
    su una zattera di giunco leggero
    sono un anima in tempesta,
    con le mani che bruciano tra i suoi lampi.
    Con le mani che tremano tra i suoi tuoni
    Sono il tuono che vibra,
    sono il lampo che brucia,
    sono la foresta che cresce,
    libera e forte nella tempesta,
     nel mio cuore di animale

     
  • 31 maggio 2015 alle ore 10:21
    il tuo nome

    dimmi qual'è il tuo nome, 
    ma sappi che lo dimenticherò
    e ricorderò solo i tuoi occhi, il tuo profumo
    dimmi da dove vieni,
    ma sappi che ricorderò solo il tuo passo
    il tuo muoverti leggera
    dimmi che vuoi restare
    ma ricorderò solo le tue gocce di sudore,
    il tuo respiro sul mio petto

     
  • 31 maggio 2015 alle ore 9:51
    la forza di una donna

    Sei forte come una barca alla deriva
    Come un fiume che sommerge una collina
    Come una bandiera che sventola arrogante
    Sei forte come un cardine ben oliato
    Come il gioco di una gatta innamorata
    Come fuoco di paglia che brucia e non riscalda
    Sei forte, come l’aria che ti avvolge
    Come la passione che ti sconvolge
    Come silenzio che a poco a poco ti assorbe
    Sei forte, come parole senza un senso
    Come attimi stravolti di un amplesso
    E poi, ti addormenti e mi racconti,
    con il tuo sonno, quanto sia frenetica la tua vita

     
  • 31 maggio 2015 alle ore 9:39
    cornici

    Cornici all’interno di quadri,
    e forti sembianze di crescenti tumuli di carte volanti
    Insegnami a ridurre le mie espressioni di colore, a comprimerle in essenziali cronometri che misurano non il tempo ma il mio respiro
    Aiutami a leggere in questi sbuffi di profumi e colori
    Quello che realmente sono, o quello che appaio in quello specchio,
    dentro a quelle cornici

     
  • 30 marzo 2015 alle ore 7:12
    dove stai cercando la verità

    Dove stai cercando la libertà
    Dietro l’ombra dei tuoi passi
    Dietro il tuo sorriso triste
    Che cammina un po’ più avanti
     
    Dove stai cercando la libertà
    Sotto la tua delusione
    Di un risveglio poco limpido
    Da quel sonno pseudo ipnotico
     
    Dove stai cercando la verità
    Dentro gabbie fluorescenti
    Di chi crede d’esser giusto
    Di chi ha in testa troppe certezze
     
    Dove stai cercando la verità
    Forse l’hai già superata
    È perché tu non l’hai vista
    O perché non ci hai creduto
     
    Non stai trovando  la verità,
    Ma sei già libero di volare
    Con i tuoi dubbi, le tue paure
    Perché solo quelle sono vere
     

     
  • 26 marzo 2015 alle ore 22:37
    maschera

    Maschera, se potessi vestirmi di una maschera ogni volta che la mia anima cambia di colore, sarei la persona più amabile di questa terra, ma invece eccomi qua, con questa espressione che a momenti fa trapelare la mia rabbia, la mia felicità, la mia delusione, la mia sorpresa, il mio dolore, il mio essere mutevole come un camaleonte… alla rovescia.. che mai si adegua a questa vita e alle vostre aspettative… per fortuna
     

     
  • 08 marzo 2015 alle ore 9:21
    Donne soprappensiero

    Donne soprappensiero un po’ distratte dalla vita
    che cercano l’amore dentro a un cassetto
    come se fosse un calzino, o un fazzoletto
    da usare per un giorno, forse anche meno
     
    donne sempre di corsa, sempre troppo occupate
    sempre troppo assenti, sempre più indipendenti
    non c’è spazio per un uomo, per le sue attenzioni
    non c’è spazio per le loro emozioni
     
    come il sole dopo la pioggia o la pioggia dopo il sole
    donne sempre più incoerenti, sempre più incostanti
    sempre più incoscienti nel farsi del male,
    sempre più indecise ma alla ricerca di certezze
     
    ma sono le donne a ricordarci quanto siamo vivi
    diabolicamente sempre così presenti
    con il loro prendere, lasciare e abbandonarsi
    come l’onda di un mare senza una spiaggia
     

     
  • 28 giugno 2014 alle ore 16:27
    CORRI COI LUPI

    e vedevo in principio
    Quale fosse, chi fosse
    Come in prospettiva
    Silenzio nobile e prezioso
    Luminoso ma inutile
    Crederci è una speranza
    Perdersi è un sogno
    e corro senza sapere
    Che sono oggi dov'ero ieri
    E non so dove sarò domani
    E corro senza vedere
    corro senza capire
    mentre tu invece corri coi lupi
    e io vorrei essere al tuo fianco
     

     
  • 28 giugno 2014 alle ore 16:16
    PERDERSI

    Guarda l'odore del mare,
    Ascolta il riflesso delle onde
    Mentre sommergono i tuoi pensieri
    non trovarsi è come essere ciechi
    Perdersi è come diventarlo
    È così anche per la felicità
    A volte è difficile ritrovarla
    Quando la si è persa..
    Ma intanto, sorrido al cielo
    E rido al sole..
     

     
  • 28 giugno 2014 alle ore 16:01
    ATTRICE

    Fresco profumo che nasce dalla tua voce,
    sottile e leggera come vento estivo di mare
    un po’ tremi, un po’ ti si arrossisce il volto..
    emozioni che travolgono i tuoi pensieri,
    il teatro è la tua strada,
    le parole sono il tuo treno a vapore,
    il viaggio è fantasia per chi ti ascolta

     
  • 28 giugno 2014 alle ore 15:53
    PITTORE D'ARGENTO

    Dipingo con le parole, e sto a osservare
    La vita che scorre.. tra le mie dita fredde
    E sto a osservare quello che accade
    Ascolto con le parole e sto a respirare
    Il soffio del tuo pensiero mobile
     
    Dipingo con le parole E posso scolpire l’aria
    In forme liquide e immergersi è volare
    E immergersi è partire, è viaggiare
    Ascolto con parole e sto a respirare
    Il soffio del tuo pensiero mobile
     
    Mi perdo tra le parole e poi mi ritrovo
    Disteso tra i miei capelli, colore argento
    Ad aspettare che i pensieri siano solidi
    Ascolto con le parole e sto a respirare
    Il soffio gentile di questa mia esistenza
     

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 11:55
    QUELLO DI CUI HAI BISOGNO

    Dimmi cosa vuoi e te lo daròSe vuoi musica, ti riempirò di note
    Fino a quando non volerai con loro
    Per renderti più leggera
    Perché so che è quello di cui hai bisogno
     
    Dimmi cosa vuoi e te lo darò
    Troverò le parole per fare una nave
    Su cui potrai viaggiare e trovare pace
    E farti andare più lontano
    Perché so che è quello di cui hai bisogno
     
    Dimmi cosa vuoi e te lo darò
    Se vuoi sogni, ti vestirò di nuvole
    Così che il tuo pensiero sia più libero
    di regalarti nuove sensazioni
    Perché so che è quello di cui hai bisogno
     
    Dimmi cosa vuoi e te lo darò
    Se vuoi carezze, ti coprirò di petali
    Accarezzandoti piano con le mie dita
    E farti sentire come il vento
    Perché è bello toccare la tua pelle
     
    Dimmi cosa vuoi e te lo darò
    Qualsiasi cosa, per quegli occhi lucidi
    Qualsiasi cosa per quella pelle morbida
    Per farti sentire più libera
    Perché so che è quello di cui hai bisogno
     
    Dimmi cosa vuoi e te lo darò
    Se vuoi amore, se vuoi emozioni
    Te ne darò, anche se per un attimo
    Per farti sentire più viva
    Perché so che è quello di cui hai bisogno
     

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 11:54
    DIMMI

    Ci ricordiamo dei nostri doveri solo quando è domaniE guardiamo a ieri
    Ci ricordiamo dei nostri doveri solo per darci un tono
    Per sembrare più seri
    E ora dimmi come, dimmi perché
    Dimmi quando, forse, se…. Sbaglio
    E ora dimmi cosa, dimmi dov’è
    Dimmi stronzo, oppure se… io sbaglio
    Sogni sparsi, sogni persi, sogni a ore….
     
    Ci abbandoniamo ai nostri pensieri solo quando ne abbiamo paura
    E ci fanno sentire più vivi
    E li seguiamo i nostri pensieri come le nuvole
    Che inseguono il vento
    E ora dimmi come, dimmi perché
    Dimmi dove, dimmi quand’è… che io sbaglio
    E ora dammi voce, dammi aria,
    dammi luce, dammi sberle se …. Io sbaglio
    sogni sparsi, sogni persi, sogni a ore….
     

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 11:52
    CARPE TRIEM

    Scorrono le parole tra le mie dita
    A frugare tra il senso e il non senso
    Tra il possibile e l’impossibile
    Tra il credere e l’incredulo
    Fissa un punto fermo o mobile
    Dal quale metterti a volare…
     
    Ridono crescono e impazziscono
    Come l’aria quand’è in tempesta
    Che sconvolge ogni equilibrio
    Che stravolge ogni certezza
    Cogli l’attimo, primo o secondo
    Perché nulla fugge e poi ritorna…
     
    Sinonimo di esistere all’unisono
    Contestuale o illegittimo
    Fuori da ogni preconcetto virtuale
    Forma e sostanza, realtà e fantasia
    Ferma il correre, mettiti a pensare
    Perché nulla fugge e poi ritorna…
     

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 11:49
    SILENZIO

    Ami sentirti dire
    Che sei bella, che sei unica e speciale
    Ma mai ti bastano le parole
    Per riempire quello spazio di paura
    Tra le tue emozioni
    E non ti accorgi che le mie mani tremano
    Che i miei occhi luccicano solo per te
    Vuoi sentirmi parlare,
    ma non leggi il suono della mia voce
    cerchi solo conferme nelle mie parole
    alla tua insicurezza emozionale
     
    E’ nei silenzi che riconosci la mia voce
    Che scopri la mia anima
    E’ nel silenzio dei miei occhi
    Che devi guardare
    E non tra il rumore delle mie parole
     

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 11:47
    ETERNO AMORE

    Vorrei annegare i miei pensieri nei tuoi occhi
    Mentre ti accarezzo piano le guance
    occhi in cui vedo mondi incantati e fatati
    vedo la fantasia, la gioia, il gioco
    Di chi ama la vita come un bambino
    Oltre quegli occhi vedo la mia vita
     
    Vorrei respirare il sole dalla tua pelle profumata
    E scottarmi le labbra mentre la bacio
    E assaporare il gusto della luce che emana
    La pelle di una donna che brucia di passione
    Di chi vive la vita con amore e fatica
    Sotto quella pelle arde la mia vita
     
    Vorrei giocare con le tue mani forti e gentili
    Guardandole mentre si muovono nel buio
    E con le mie si rincorrono e si cercano
    E infine si stringono forte per non lasciarsi più
    Mani che vorrei si posassero sulla mia fronte
    A quelle mani affido la mia vita
     
    Un amore nato in un passato lontano
    Ancora prima che noi ci incontrassimo
    Amore è sentirsi il cuore bruciare nel petto
    i propri pensieri in mezzo a una tempesta
    Ascoltarsi mentre ci si guarda negli occhi
    E a questo amore affido la mia vita
     
     

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 11:43
    CRESCERE NEL VENTO

    Crescere nel vento
    Voglio crescere col vento
    Morire e poi rinascere
    Rinascere e poi volare
    Voglio vivere come un fuoco di cristallo
    Come una porta
    che si apre in tutte le direzioni
    Danzo come se non sentissi freddo.
    Voglio crescere nel vento
    E danzare fino a quando il sole mi scalderà.
     

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 11:36
    NON UNO, MA IL TUTTO

    Cammino tra la folla, e la osservo…
    teste che si alzano e si abbassano, come i loro pensieri…
    mi sembra di sentirli i loro pensieri, colmi di emozioni, privi di emozioni,
    freddi, stanchi, oppure vivi e leggeri… 
    Occhi che si scontrano, si incontrano, si evitano, si studiano, ma mai che si leggono…
    Uno sguardo, un desiderio, un’occasione perduta, forse..
    ma non si potrà mai sapere
    come vorrei fondermi con loro, farne parte e dividermi in milioni di parti
    non essere uno, ma essere il tutto
     

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 11:31
    SOGNI PREZIOSI

    un sogno è prezioso
    quando leggi tra le righe della speranza
    prezioso perché i muri crollano
    si sbriciolano, spariscono
    e ti fanno vedere oltre, ...
    oltre le tue convinzioni false e grigie
    e allora svanisce anche la tua voglia
    di sembrare e non essere
    si sbriciola come quei muri
    che ti hanno protetto come in un bozzoloma i tuoi sogni sono preziosi
    forse per qualcuno, o forse per nessuno
    perché è l'essenza dei muri a restare
    e non la loro sostanza
    i tuoi sogni sono preziosi
    fino a quando decidi di..
    non dare loro più un senso

    fai che tu non debba mai ricucire i tuoi sogni
     

     
  • 24 maggio 2014 alle ore 17:27
    DANZA

    succhiare la vita dal fuoco
    con il ritmo di un sorriso,
    ombre, situate ogni dove,
    si scoprono e si voltano
    non hanno storia,
    non hanno senso del ritmo,
    ma hanno un sorriso
    e ti guardano, forse si domandano
    dove andranno dopo che…
    la musica finisce
    forse dietro a chi brucia,
    o a chi danza, al ritmo di un sorriso
     

     
  • 24 maggio 2014 alle ore 17:18
    MEDUSA

    Fosforescenze, alcool e fosforescenze
    Sei splendida come una morbida medusa..
    Vino e fosforescenza, alcool lucido,
    lucido e liscio, scende giù nel profondo
    e ti stravolge in una danza
    come un tornado, fosforescente
    sei morbida come un fiocco di cotone,
    sei splendida come luce, fosforescente
    medusa, vino, alcool e io mi ubriaco
    e mi illumino
     

     
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  • 29 settembre 2017 alle ore 9:37
    Gocce di sillabe

    Come comincia: le gocce di sillabe che urtano sul mio labbro sono attimi di un orologio a pendola, che con movimento continuo, lento, dolce e ipnotico bruciano immagini, a volte incollate su quadri con cornici asimmetriche, a volte riflesse in specchi in cui puoi guardarti da ambo i lati.. le gocce di sillabeche bagnano il mio labbro sono attimi di una vita quasi mai sincronizzata con quella degli altri, o forse sono gli altri che quasi mai si sincronizzano con la mia.. ma in fondo che importanza ha quando le sillabe si trasformano in parole, anche sulle labbra degli altri ? Basta ascoltarle.. legocce..

     
  • 29 settembre 2017 alle ore 9:22
    Il fiume

    Come comincia: In riva al fiume.. Immergo i miei piedi in quel l'acqua gelida, cercando sollievo a quel fuoco che brucia dentro.. L'acqua scorre, viva, anima di una forza incontrollata che va oltre, che procede con forza verso il suo destino.. Non mi trascina via con sè perché l'essere statico che esprimo resiste, e non si smuove all'impetuosità della corrente, ma seguo ugualmente il suo andare, il suo muoversi tra le rocce semi sommerse.. Non seguirò il destino della corrente, ma il mio.

     
  • 29 settembre 2017 alle ore 9:21
    Posseduto

    Come comincia: Uso carta e penna, per imprigionare le mie sensazioni, ma scirvo di getto come posseduto.. la mia anima guida è in perfetta distonia con la mia essenza.. chi sono, cosa sono, ma piuttosto chi è lei ? un fiume di parole incontrollate in disequilibrio con quello che sono, o che voglio essere.. razionalità o irrazionalità ? non esiste equilibrio che si possa tollerare, piuttosto energia che fluisce all'esterno e che ti svuota dentro.. pensare di essere qualcosa che non si è, e in ogni caso sempre diverso da quello che pensano gli altri.. la febbre sale.. non si è mai consapevoli a sufficienza, non si è mai abbastanza coscienti, si vive, a volte si sopravvive, spesso si vive una vita che non è tua per paura di vivere la propria.. ma in fondo, cosa sono le parole, se non l'espressione di un momento, se non l'essenza di un essere urticante che non ha pace, se non nel silenzio..

     
  • 23 settembre 2017 alle ore 9:57
    Porte

    Come comincia: Il sogno è sempre quello... ho una chiave in mano, una chiave in ferro di quelle di una volta, pesanti, che profumano di antico.. è una chiave che mi trascina lontano nel tempo, fuori dal tempo, a cavallo del tempo. Davanti ho una porta, in legno colorata, con striature rosse, gialle, verdi.. non so quello che dall'altra parte ci sia, ma so che la chiave che ho in mano è quella giusta.. attorno non c'è nulla, solo luce..guardo la chiave, guardo la porta, so che dovrei aprirla, so che dall'altra parte c'è qualcosa o qualcuno che potrebbe darmi gioia, calmare quell'inquietudine che mi pervade da anni.. lo so.. ma penso a tutte quelle porte che ho già aperto e che dopo aver trovato la gioia ho trovato anche combustibile che ha alimentato quell'inquietudine.. guardo di nuovo la chiave.. guardo la porta..e poi le faccio incontrare.. dolcemente.. senza fretta.. non è quello che incontriamo sulla nostra strada che ci rende felici, perchè è dentro di noi che dobbiamo trovare la felicità.. e questo devo ricordarmelo sempre, nel caso in cui quella porta dovesse poi chiudersi..

     
  • 23 settembre 2017 alle ore 9:56
    Ricordi

    Come comincia: capita.. capita che quando guidi sotto la pioggia, con il tergicristallo che spazza via con forza l'irruenza dell'acqua, capita di pensare a quello che sei stato, che avresti voluto essere, che avresti potuto essere, che gli altri avrebbero voluto che tu fossi, e capita che subito dopo tu pensi a quello che sei.. capita, e mentre le luci dei lampioni,filtrate dalla pioggia, a intermittenza ti disturbano, si infilano nella tua anima come coltelli di cristallo.. capita che tu ti sforzi di mettere ordine tra i tuoi pensieri, di far calmare quel rumori incessanti che hai nella testa... silenzio... capita...non è quello che lasci quando te ne vai, ma quello che sei stato che ti fa ricordare da chi resta...

     
  • Come comincia: Non fu solo mare….
    di PensieriCompressi
     

    Il mare un tempo era per me una speranza, un desiderio di viaggiare nell’ignoto, la fame di avventura, eppure.. il coraggio di salire su una barca mi mancava, e allora stavo lì, sul molo, ad osservare i pescatori che partivano il mattino presto sui loro destrieri di legno .. e stavo delle ore a contare le onde, a guardare la linea che divideva l’acqua dal cielo, sino a quando le barche non tornavano a riva con i loro carichi di argento guizzante, e fino a quando uomini con volti stanchi e pieni di rughe bruciate dal sole non le trascinavano sulla spiaggia. Il tempo per me non aveva molta importanza, aveva importanza il sapore del sale, che il vento raccoglieva con forza dalla superficie delle onde e mi spingeva dentro le narici, sui capelli, tra le pieghe della mia anima, a ricordarmi di quanto vuoto ci fosse da riempire…
    E stavo, senza parlare, con i sensi che mi bruciavano dentro, combattuti tra il partire e il rammarico di non averne il coraggio, come un atleta pronto a scattare a cui avevano legato le gambe con delle catene..
    A volte mi avvicinavo alle barche, e raccoglievo con le dita quell’umidità salata che le copriva, facevo mio l’odore del pesce che trasudava da quel legno… e poi tornavo sul molo, in attesa di un altro mattino, di un’altra partenza..
    Guardavo il mare, e mi immaginavo quello che da fuori non si poteva vedere, immaginavo le profondità piene di vita, piene di esseri che si muovevano in silenzio in un buio appena illuminato dalla luce del sole che penetrava dall’alto, e un sottile brivido misto di paura ed eccitazione mi smuoveva il cuore e la mente.
    Sentirsi parte di un qualcosa, era il mio desiderio, e il mare era qualcosa, anzi era il tutto, era ogni cosa… ma quella paura veniva dal mio intimo, dal mio io più profondo, come se la coscienza di una vita precedente mi frenasse, fosse in contrasto con la volontà di mettermi finalmente a correre su quell’acqua dai colori ora del cielo ora della notte… una vita precedente.. era come se il mio karma urlasse e fosse combattuto tra due forze, tra due esistenze, in lotta tra loro, e così… rimanevo immobile, ad attendere a osservare, a respirare forte il profumo di un’avventura che non potevo, non volevo… o chissà cosa… affrontare.
    … e un giorno, mentre ero in attesa del ritorno delle barche lo sentii… lo vidi con gli occhi della mia immaginazione, la forza che esprimeva era impressionante, assomigliava con quella enorme spada sul muso a una creatura mitologica… fantastica.. un guerriero sempre pronto a combattere.. lo sentivo, e la sua presenza attorno al molo mi eccitava, e giorno dopo giorno incominciai a conoscerlo, e lui a conoscere me.. lui sentiva la mia paura.. ma anche la mia voglia di partire, di cercarlo..
    Spesso mi sembrava di vedere tra le onde la sua ombra, di vedere le sue pinne uscire dall’acqua e tagliare l’aria, sfidare il mio desiderio di salire su una barca e seguirlo, sembrava prendersi in giro della mia incapacità di farlo…
    E i pescatori partivano… e poi tornavano… e io ero sempre lì ad aspettare, sempre a inebriarmi di quel profumo di sale, a osservare le loro facce rugose, i loro muscoli abbronzati nello sforzo di tirare su le barche con i loro carichi guizzanti di vita che si stava spegnendo… e Lui era sempre lì..
    La sua presenza riempiva i miei pensieri e la mia anima, era come una luce senza respiro, senza sosta, senza fine, sembrava venisse da… dal passato, da un sogno… no, non da un sogno, veniva da dentro di me, dal profondo della mia vita stessa, dal mio essere prima che io fossi.. non credo che altri lo sentissero, era lì per me, solo per me, solo nella mai mente, solo nella mia anima, era parte di me… parte del mio passato.. e io ero parte di lui… perché appartenevo alla sua vita, anzi lui era la mia vita precedente e io ero la sua reincarnazione..
    Il profumo del sale ora era più forte, il rumore del mare riempiva i miei occhi, ero dentro quell’acqua, con lui, dentro di lui, e vedevo la mia immagine attraverso i suoi occhi, l’immagine di un ragazzo che troppo aveva aspettato, che troppo aveva sognato e che ora doveva smettere di avere paura, perché quella paura era la sua paura, il suo desiderio di lottare, il mio desiderio di cacciare, la mia paura di lottare, il suo desiderio di cacciare…
     
    E a un certo punto…. Mi ritrovai sopra una barca, con profumo di sale sulla mia pelle rugosa, con il sole che mi bruciava i pensieri, con l’acqua che accompagnava il mio desiderio verso il suo.. sapevo che prima o poi l’avrei incontrato, avrei lottato, forse avrei vinto, ma avrei anche perso, perché sarebbe stato il mio destino, il suo destino, la sua morte, ma anche la mia morte, la sua vita, ma anche la mia vita…

     
  • 25 maggio 2014 alle ore 12:00
    Risveglio

    Come comincia: Cazzo duro alle sette del mattino… non sai mai se esserne contento, per la sensazione ancora di virilità e di forza che ti da oppure rattristarti perché al fianco non hai nessuna che possa apprezzare… dura sveglia alle sette del mattino… se apri gli occhi prima che suoni stai lì a domandarti se sarà ora o no, e poi ti incazzi quando suona perché ti rendi conto che non hai più tempo per dormire… la condensa sui vetri forma quel leggero velo patinato che ti viene sempre voglia di sverginare con la punta del tuo dito.. freddo ? No .. sempre meno di quello che ho dentro… chiederti il senso delle cose a volte non ti aiuta, te le rende più fumose, più irreali, te le fa sentire più lontane, al di fuori del tuo tempo.. e il tempo è la mia unica unità di misura…
    Misuro le distanze con il tempo che i miei passi ci mettono a percorrerle, calcolo il peso degli oggetti che prendo in mano dal tempo che ci metto a sollevarli, riconosco i profumi e i suoni dal tempo che essi ci mettono a provocarmi emozioni
    Il tempo è la mia unica unità di misura… calcolo la quantità di alcool che sta in una bottiglia dal tempo che ci mette a farmi girare la testa, misuro la quantità di parole che stanno in una poesia dal tempo che ci metto a leggerle… e io annuso il tempo, e lui mi misura.
    Il tempo è l’unica cosa che mi lega al mondo, è l’unica cosa che mi fa vivere nel presente, è l’unico mio motivo di sopravvivenza.. e io annuso il tempo, e lui mi misura.
    Faccio mio il tempo di pensare, per misurare la mia coscienza, faccio mio il tempo di fare all’amore, per misurare il mio piacere, faccio mio il tempo per respirare, per misurare quanto ho vissuto e quanto mi resta da vivere… perché.. il tempo è la mia unica unità di misura.
    Ma ora la sveglia suona, e mi ricorda che ora è il tempo, e gli occhi appiccicosi per l’alcool e il fumo sono sempre chiusi.. e la cosa semidura che esce dalle mutande mi ricorda che siamo fatti di desiderio incontrollato, di istinto, di pensieri compressi… e annuso il tempo, e sento a volte profumo di terra, e puzza di fogna… e lui annusa me, e sente emozioni, piatte, fredde, rigide.. sente la paura che ho di esistere. Il calore è solo quello della fiamma che accende l’ennesima sigaretta, pronta a riempirmi ancora una volta di fumo i polmoni e il cervello… e nient’altro… nient’altro… che un cazzo ormai moscio, a misurare il tempo che ho passato a esistere, che ho passato a provare emozioni, che ho speso nel misurarlo e ad averne paura…
    Meglio spegnersi con un soffio di vento improvviso che bruciare lentamente..