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Autore

Menandro

in archivio dal 05 lug 2004

342 a.C., Atene

291 a.C., Atene

segni particolari:
Ho studiato presso Teofrasto, allievo di Aristotele, e prestato servizio militare con Epicuro.

mi descrivo così:
Purtroppo delle mie 105 commedie ne sono rimaste pochissime, comunque il mio stile è sempre riconoscibile dalla metrica duttile e scorrevole e dalla lingua tersa con venature di parlato.

22 luglio 2010

Menandro dixit:

La vita dell'uomo è dominata dalla parola, oppure dal danaro.

Commenti
  • Luciano Ronchetti La parola più eloquente di tutte, forse la sola che abbia ragion d'esistere nei vocabolari, in ogni lingua scritti, è proprio quella: danaro! Molti, compreso me, si illudono che le cose non stiano così ma è soltanto mera illusione, purtroppo! Menandro, che non era uno stolto, essendo stato allievo di un certo Aristotele, aveva compreso tutto (o quasi!) già qualche annetto fa. L' aforisma che sto commentando fa il paio con quello del giorno, pubblicato nella home del blog: "le ricchezze coprono una moltitudine di dolori". Le ricchezze materiali e quelle immateriali, a loro modo, coprono tutti i dolori. Quelle materiali o effimere, appunto, come il danaro sono necessarie, purtroppo, nolenti o volenti, perché materialmente non è possibile farne a meno; quelle immateriali (forse, chissà, non sono anch'esse effimere?!), come la bellezza, l'amore, l'arte (tra cui la poesia, secondo i classici eternatrice della bellezza) potrebbero essere un contorno delle altre ma, in realtà, sono anch'esse necessarie, insostituibili proprio per far sì che l'uomo non venga travolto (moralmente ed eticamente) dalle altre "ricchezze". Una volta un mio amico mi disse: "se a un uomo togli il denaro, la buona tavola e l'amore (lui intendeva il sesso, l'amore fisico e non quello, per così dire, spirituale), che uomo é?". A volte penso che avesse ragione, ma solo in parte, però: perché anche un uomo senza ideali o che non ama la bellezza, l'arte e la poesia non é assolutamente un uomo completo...leggo nelle note biografiche di Menandro che egli prestò servizio militare insieme ad Epicuro. Ebbene, proprio il fautore del carpe diem, prendi-prendere, cioé, quello che si può prendere, sino a che si è in tempo: la contrapposizione, appunto, tra ricchezze e piaceri materiali e quelle-quelli immateriali. Come non dare ragione, del resto, allo stesso Epicuro. Mi viene in mente la famosa poesia di Lorenzo il Magnifico, quella che racconta la storia di Bacco e Arianna, due giovani innamorati (la più famosa quartina, o una delle più famose quartine, della poesia italiana è proprio la prima della suddetta: "Quant'è bella giovinezza,/che si fugge tuttavia!/Chi vuol esser lieto sia:/di doman non c'è certezza.); ma mi vengono in mente, a questo punto, anche alcuni versi declamati dall'attore protagonista in un film di Bela Tarr ("Viaggio nella pianura ungherese", del 1988), fenomenale regista ungherese, che qui cito: "Ripida è la scala/ che risale dalla cantina./Un gran peso è l'ebbrezza/sotto il quale barcollai verso casa./Sotto quel peso collassai./Collassai!/A terra lungo e disteso mi ritrovai./Dal naso il sangue mi fluì./Se la quel mattone non si fosse trovato,/dal naso il sangue/non sarebbe fluito./Non sarebbe fluito./Alla cantina nemmeno andrei,/né col sole, né con la pioggia.../Ma non ho potere,/tanto il vino è tentatore./Tanto il vino è tentatore. Bela Tarr, è uno dei cineasti più importanti della moderna cinematografia mondiale: si deve a lui, infatti, dopo che anche Hitchcock lo aveva sperimentato nei suoi film, a volte, l'uso del cosiddetto "piano-sequenza". Ma ciò che mi preme sottolineare è il potere tentatore e, per così dire, di persuasione che possiede uno dei beni immateriali (il vino, appunto!) amati tantissimo da Epicuro. A contorno dei versi su citati, qualche anno fa (nel 2017), anzi, prima dei versi in questione, io inserii un mio aforisma: "Non possono le idee: fin dove può il vino...che grande arma è la persuasione!". Non a caso, direi, anzi, non è un caso che io questa sera, dopo aver cenato berrò due bicchieri di buon rosso biologico; dopo di che andrò in chat con due bellissime donne salentine, Martina e Dalila: "alla faccia del bicarbonato di sodio", direbbe un principe napoletano! (il quale, probabilmente, non conosceva né Menandro, né - tanto meno - Epicuro!!!!

    05 ottobre alle ore 23:05


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