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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

04 dicembre 2007

colorato di nero

La stella che passava
lunghissima coda
sprezzante
divideva il cielo
bocca sapida
inghiottendo sale,
ferita che precede
la solitudine
indurisce i margini
soltanto dopo il passaggio
delle  stelle cadenti,
resta un buio
colorato di nero.
Dirti che notte profonda
dirti che vertigine
dirti che orrore
dirti che cosa.
Cosa resta
passo per passo.
Andremo senza senso
né sensi
né abbracci
né nulla di noi,

Ossa aride
orme candide di risacca
schiume silenziose
andanti e meste
come il respiro notturno
di un sonno senza vita

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