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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

19 novembre 2007

Il soffio

Il cemento intuisce
la morbida
lontananza del fuoco.

 
Aggiungerai un dito
se profondo delinea
il profilo d'abbraccio
rotondo,
sulla coltre del magma
che si spegne .

 
Spegne il soffio
gentile
di morbide labbra
e scontate intuizioni
sulla luce tremante
resta
un passo di danza ,
regalo distratto
prima del volo
che solleva novizio
dei passanti il soffio.

 

Polvere e sabbia
di pensieri astratti
sul collo gentile,
mormorando colori
e forme
e idee sorgenti.

 

Dalla mano sinistra
volava alla destra il voto
che d'anima e promessa
stringevi il dito d'oro.

 

Mai tolta fu la promessa
per il corpo che richiude
discreto
del velo leggero
il fuoco,

 

Brilla la lucciola nel vaso
smette del merlo il canto
aggiungerà il buio
alla sera che si fa notte

 

Così rompe ora il tratto

 

 L' incantato frullo d'ali
che mosse l'aria
trasformando il vento
in sogni

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