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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

20 settembre 2007

Il vetro del mare

Sul porto notturno
le luci liquide
ebbre di umidori incerti,
le navi immense
(gole di salive sporche
spellavano corde
grandi come casti pensieri)

 

sbattevano il fianco,
sordo
di risucchi di miele
e muschi di fondali.

 

Scansando la prua
salmastre onde,
nere cortigiane,
sussurravano
quel movimento restìo.

 

 La campana dei velieri
ancora batteva
al rullo languido
sonoro e lontano
come il carro
del viandante.

 

Sotto il vetro del mare
lo scoglio nero
come una bocca dischiusa.
Tra bagliori di lampare
lanciava trepido
molli accenni.

 

 Così i pesci
e gli altri
tutti.

 

Passando.

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