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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

martedì alle ore 17:40

la valigia è pronta

La valigia è pronta, ce ne andremo.
volteremo l’angolo della strada,
le maniche arrotolate
e opposti ce ne andremo.

Forse fu un sogno
quello che ci chiese di scusarci
spezzando le parole e i cuori
sotto una pioggia di fiori gelati
caduti al suolo di Marzo

Ce ne andremo
il tuo passo lento
e io più rapida
come il pensiero che si fa deciso

Nelle stelle che si spengono
si spegneva ogni luce
e in quella casa vuota,
nella porta serrata per sempre
giravi la chiave e lo sguardo

e ricordo il tuo collo
e il cigno che specchiava il lago
la violetta umida del mio ciglio
su quella tristezza imminente

sapevo già della tua mano infreddolita
e le tue spalle tenere
e il mio stringerti di addio

Ce ne andremo

Innocenti siamo stati
E Il gelo importuno
cadde e cadde per sempre

Il morbido affanno ,
la tua pelle trasparente,
il tuo sguardo lontano,
e il mio solitario corpo di te.

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