username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

07 gennaio 2015 alle ore 14:04

Marianna

 
Scorpora le dita 
Marianna
e  incidimi il cuore... 

Senza unghie sarà la sera 
e serena sarà 
la scostumata scorza d'arancio 
che hai tra i fiori del tuo bouquè, 
o mia sposa arrabbiata. 

Traduci le sillabe di un'orchestra 
per la musica di una notte 
e sarai corda di violino 

o di viola 

o di qualunque altro colore 
vorrai il vestito. 

Sarò il tuo sarto senza spilli 
e ti prenderò le misure 

e senza pungiglione 
sarà la mia puntura di vespa. 

Marianna

accendi la nostra sorte 
come  nenia che canta
un cuscino di melodie 

quella che ti porgo stanotte 
sia la dolcezza di ciaramelle, 

il tuo canto notturno si leverà
sul nostro velo di sposi. 

Prendimi Marianna 

come fanno il sentieri 
quando si inerpicano sui monti 
e portami all'eremo del tuo sguardo. 

Portami in grembo 
come fanno i canguri 
Marianna 
e ti lascerò un figlio
 
salterò il tuo cuore 
tra gli ostacoli del sonno 
per arrivare senza fiato 
a questo incantesimo 
di fiume impiena. 

Sarò il moribondo salmone 
pieno di misericordia 
e tu sarai 
la mia  inconsolabile nostalgia

mia ninfa cerbiatta 

salimi sulle spalle Marianna
e vicino al tuo segreto 
sarà il mio viso. 

Prendimi mia sposa
come un viandante stanco 
e fammi serena la notte 

e tra le labbra di vino rosso 
sarà il velluto dei tuoi sussurri. 

Stancati Marianna 
tra le mie braccia 
e riposa la tua rabbia bambina 

Corrimi incontro 
come la notte dell'ultimo giorno 
apre le braccia al primo. 

 

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento