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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

10 novembre 2008

Naufragio

Le spume brillanti
arrotondano sassi di cielo
i grumi neri rappresi
lanciano poche grida,
lucide parole,
confudi ricordi.

 

Nessuno mormora
addii incomprensibili
se non le mani asciutte
che indicano pensieri,

 

credono ancora al mistero
di spiagge violate
schiaffi acerbi
sull'innocenza del pianto.

 

Resteremo lacere e stanche
come pelle di piovre
lacrime rapprese
confuse nel sale
sulle guance orfane,
frutto di mare e di sabbia
conchiglia aperta
sulla sua perla nera.

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