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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

05 dicembre 2007

Persefone

Astratto delirio
preserva
la stoltezza della violenza.
Persefone divisa,
lacerando il grido nell'aria
risponde.


Dormiva primavera,
tra le foglie inabissate
l'occhio apriva appena.


Appena un gemito
l'armata amata
in seno un gesto
gentile offriva.


Ade incarcerando la notte
richiuse di colpo
l'inverno amaro.


Dividi ancora,
anima persa,
per sempre il mare
tra fossili inutili
e malinconici addii

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