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in archivio dal 02 lug 2007

Peppino Impastato

1948, Cinisi, Palermo
1978, Cinisi, Palermo
Segni particolari: Nel 1978 mi candido nella lista di "Democrazia Proletaria" alle elezioni comunali. Vengo assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Gli elettori di Cinisi votano il mio nome, riuscendo ad eleggermi al Consiglio comunale.
Mi descrivo così: Sono stato un attivista italiano. Mi sono dedicato per anni alla lotta contro la mafia, per mano della quale sono stato assassinato.
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 24 maggio 2011 alle ore 15:21
    I miei occhi giacciono

    I miei occhi giacciono
    in fondo al mare
    nel cuore delle alghe
    e dei coralli.
    Seduto se ne stava
    e silenzioso
    stretto a tenaglia
    tra il cielo e la terra
    e gli occhi
    fissi nell'abisso.

     
  • 24 maggio 2011 alle ore 15:13
    Lunga è la notte

    Lunga è la notte
    e senza tempo.
    Il cielo gonfio di pioggia
    non consente agli occhi
    di vedere le stelle.
    Non sarà il gelido vento
    a riportare la luce,
    nè il canto del gallo,
    nè il pianto di un bimbo.
    Troppo lunga è la notte,
    senza tempo,
    infinita.

     
  • 24 maggio 2011 alle ore 15:12
    E' triste non avere fame

    E' triste non avere fame
    di sera all'osteria
    e vedere nel fumo
    dei fagioli caldi
    il suo volto smarrito.

     
  • 24 maggio 2011 alle ore 12:42
    Fiore di campo nasce

    Fiore di campo nasce
    dal grembo della terra nera,
    fiore di campo cresce
    odoroso di fresca rugiada,
    fiore di campo muore
    sciogliendo sulla terra
    gli umori segreti.

     
  • 24 maggio 2011 alle ore 12:41
    Appartiene al tuo sorriso

    Appartiene al tuo sorriso
    l'ansia dell'uomo che muore,
    al suo sguardo confuso
    chiede un pò d'attenzione,
    alle sue labbra di rosso corallo
    un ingenuo abbandono,
    vuol sentire sul petto
    il suo respiro affannoso:
    è un uomo che muore.

     
  • 24 maggio 2011 alle ore 12:38
    E venne da noi un adolescente

    E venne da noi un adolescente
    dagli occhi trasparenti
    e dalle labra carnose,
    alla nostra giovinezza
    consunta nel paese e nei bordelli.
    Non disse una sola parola
    nè fece gesto alcuno:
    questo suo silenzio
    e questa sua immobilità
    hanno aperto una ferita mortale
    nella nostra consunta giovinezza.
    Nessuno ci vendicherà:
    la nostra pena non ha testimoni.

     
  • 24 maggio 2011 alle ore 12:36
    Un mare di gente

    Un mare di gente
    a flutti disordinati
    s'è riversato nelle piazze,
    nelle strade e nei sobborghi.
    E' tutto un gran vociare
    che gela il sangue,
    come uno scricchiolo di ossa rotte.
    Non si può volere e pensare
    nel frastuono assordante;
    nell'odore di calca
    c'è aria di festa.