A buon intenditor poche parole
Non è l’odio il confine,
né il perdono che ne stringe il filo,
ma il passo che si fa silenzio
e il volto che si muta in ombra.
Ti riprendi la luce che hai versato,
il peso di ogni dono non capito,
lasciando che il deserto dell’oblio
scavi il vuoto
dove prima c'era un nome.
Né pace, né memoria:
solo il diritto di svanire
per chi non meritava neanche il tempo
di un’ultima, amara preghiera.
Cancellarvi è l’atto più puro,
riportare a casa l’anima
e negare a chi resta il privilegio
di avervi, anche solo in un pensiero.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.