A te, che sai placare le mie tempeste
A te, che sai cullare nel dolce mare
le mie paure e le mie fragilità,
che raccogli i silenzi senza giudicare
e accarezzi ogni mia vulnerabilità.
A te, che non temi le mie tempeste,
che resti anche quando divento mare in burrasca,
vorrei affidare ogni parte di me,
anche quella che ancora si nasconde e non parla.
Perché tra le tue braccia
anche il dolore sembra trovare riposo,
e persino il mio mare più inquieto
impara, per un istante, a essere quieto.
Se vuoi, posso renderla ancora più intensa e delicata, con un tono più intimo e profondo.