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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 26 ottobre 2010
    Brecce d'incoscienza...

    Il ricordo m’inonda
    di parabole d’incenso e fango
    schizzate tra cielo e asfalto
    quali nubi sfregiate dal vento...

     

    Come una carezza
    lentamente stesa
    su di un mare incostante
    d’inquietudini e certezze,
    dolcemente crollano
    pareti di quercia e amianto
    da una sponda all’altra del tempo,
    aprendo brecce d’incoscienza
    lungo il solco
    di un’impalpabile esistenza…

     

    E così riemergo
    da una chiocciola di scale senza fondo,
    sentendo il mondo girare a perdifiato
    sotto i piedi…

  • 26 ottobre 2010
    Piedi nudi

    Non possedete occhi eppure
    avete viaggiato e tentato
    il dolce sapore delle erbe,
    le aspre punte delle rocce nere,
    il freddo avaro dell'asfalto.
    A piedi nudi fratelli miei,
    compagni di scorribande,
    sulle pianure distese infinite
    sempre pronti a giocare
    con la mia audacia infantile
    siate orgogliosi delle piaghe
    come fiordi di Norvegia in inverno
    e stringete l'aria nel riposo maturo
    adesso che anch'io sono stanco.

  • 26 ottobre 2010
    Una rosa belfiore

     

    Se tremore mi prende

    ai tuoi occhi mi piego

    la mia alma s'accende

    e s'abbaglia e son cieco.


    E la musica sale

    il tuo canto s'intona

    s'allontana ogni male

    e la pace risuona.


    Una nota dal cielo

    accarezza una rosa

    che mai fu più gioiosa

    d'esser senza lo stelo.

  • 26 ottobre 2010
    The hole

    Stravolgila perché è cartongesso nella pietra
    e un giorno lo specchio l'ha spezzata
    Pulviscolo rosa la accompagna
    senza mai toccarla
    In lei il mare, una geisha blu, l'orizzonte come madre, una nube come padre.
    Da dita strappate male, forse mai incontrate
    nascono ossa fragili
    Nella pietra
    fra le pietre.

  • 26 ottobre 2010
    Natale

    Qui
    sottili crinali
    separano pace e solitudine.

    Travi centenari
    sprofondano
    nella neve buona
    in questo presepe
    deserto
    di oggetti antichi
    e masi abbandonati

    Comete di stagnola,
    dimenticate sui vetri,
    guidano i ricordi
    come Magi
    sui sentieri del tempo.

    Domani
    forse
    ne troverò i doni
    sotto candidi abeti.
    ma ora,
    vegliato da giganti di pietra,
    mi avvolgo in fragranze
    di fumo e di pino.

    Come gusci vuoti
    ho buttato
    i volti e le parole,
    ed assopito,
    cullando il mio tempo,
    assaporo sensazioni
    distillate
    dal crepitare dei ceppi .

    Dal cielo di piombo
    freddi sipari
    di neve e nebbia
    scendono sul giorno
    celando le vette.

  • 26 ottobre 2010
    A Masha, versione arcaica

    Le membra pregi di miselle vesti,
    con maglia rada t'aduni l'osse
    che raggelar ti senti nella catorba notte.
    Eppur calano,
    nel rimenar le vite andate
    o di futur fidarne,
    a cercar fomenta in te.
    Con lampe insonni puntano l'omeri sporti,
    ch'altera porgi a l'uiolar,
    vengon'essi ad ossecrar
    come a un carneo corporale
    il tuo sommo figurare.
    Ma dell'animo gettato sull'ombaco catrame
    nessun può fiatare nè stimar conviene,
    Sol tu,
    che dall'alti tacchi il volo spiccar vorresti
    e l'amati sogni mai realizzar vedesti,
    confessar lamento sai al cuor stremire.
    Ma sei bella,
    ti vai consolar dicendo senza fine
    Quando la Luna muore
    e fidi riveder.

  • 26 ottobre 2010
    Povera Mente

    Pallida esistenza
    Rovinosa mente che salta nel vuoto
    Richiudi la mia vita in ventre sano
    Instupidita
    Inerme e callosa mente
    Dormi in consolazione del mio cuor dolente

  • 26 ottobre 2010
    I ricordi

    ... I ricordi, ci incantano, ci guardano,
    ci accarezzano leggeri e silenziosi...
    spesso prendono forma all'improvviso,
    ci abbracciano e sembra non vogliano più lasciarci andare via.
    Quando arrivano li ascoltiamo senza fare rumore,
    trattenendo il respiro,
    come per non lasciarci sfuggire
    nemmeno la più piccola aura
    di malinconia.
    Restano con noi mentre oscurano il cielo e la terra.
    Si perdono in noi, per noi.
    Sino a quando decidono,
    di lasciare posto, a ciò che diverrà ricordo.

  • 26 ottobre 2010
    Pioggia

    Pioggia che lentamente bagni
    il viso disincantato di chi sogna
    quel sole d'autunno
    come se mai l'avesse avuto
    goduto, sentito
    sulla propria pelle.
    Pioggia diffondi leggerezza
    ideale
    alla donna pesante
    cercante, danzante
    nel finale del giorno.

  • 26 ottobre 2010
    Se fossi vento...

    Se fossi vento...
    Quel vento primaverile che scuote le foglie
    e le scaglia a terra mostrandoti nuda
    per rivelarti i segreti del mondo.
    Se fossi vento...
    Quel vento estivo che ti scalda e ti abbraccia
    che ti strappa il respiro e ti scalda dentro
    quel vento caldo che ti rapisce, incanta le notti
    e te le regala in pezzetti di stelle
    attraversandoti l’anima.
    Se fossi vento...
    Quel vento autunnale, dolce e silenzioso
    a cui basta tenermi la mano per trovare casa.
    Se fossi vento...
    Quel vento tenace che non si ferma davanti a niente
    che picchia i pugni e la testa
    quel vento invernale che spazza via tutto
    e lascia solo il pensiero
    quel vento che non ha passato, né futuro
    soltanto l’eterno presente.

  • 26 ottobre 2010
    Il rumore del vento

    Ascolta il rumore del vento
    socchiudi gli occhi ad ogni raggio di sole
    ascoltane la musica
    lascia che si posi sul tuo viso, la pioggia sottile
    e quelle carezze di luce
    faranno brillare
    il buio tutto intorno.

  • 26 ottobre 2010
    Existe

    Existe ...
    estoy seguro ...
    leve como una nube ...
    va
    viene
    a veces es negra como un cuervo
    a veces es luz irisada ...
    a veces es melancólica ...
    a veces me burla ...
    a menudo sonríe
    y en aquella sonrisa ...
    me pierdo...

  • 26 ottobre 2010
    Vivo

    Io vivo un solo giorno, sempre quello.
    Quello che sono, è già successo, è qui insieme a me è scivolato solamente dall’altra parte della mia vita.
    E’ il modo per rigiocarmi tutto, dopo che ho vinto tutto.
    Se comprendi tutto questo
    capirai che mi è impossibile pensare al futuro
    per me non significa nulla
    il futuro è già tutto qui, adesso.
    E’  l’immobilità del tempo
    che aggiunge tanti istanti l’uno sull’altro.
    Quindi non troverai nulla in me che abbia a che fare
    con la garanzia, la precisione, la certezza.
    Troverai forse la passione, il rischio, la leggerezza
    e certamente l’anima
    più ci saranno emozioni più romperò gli schemi.
    Ho conosciuto momenti sconosciuti al resto delle persone
    ho pianto lacrime di tristezza
    e ho versato lacrime di gioia infinita
    il che in se stesso è un paradiso
    per il quale non pagherò mai abbastanza.
    “Non spiegherò quindi niente a nessuno
    quelli che già sanno m’indovinano
    per quelli che non possono o non vogliono comprendermi
    accumulerei inutilmente le mie spiegazioni”.

  • 26 ottobre 2010
    Vorrei

    Vorrei darti un cuore sereno,
    che sappia amare senza paura
    Vorrei darti una mente tranquilla,
    che sappia prendere le decisioni migliori

     

    Vorrei darti un'anima pura
    che possa affrontare anche
    i giorni più duri che inevitabilmente incontrerai
    per riemergere migliore
    Vorrei darti i miei pensieri
    per rivivere brucianti passioni
    ed in loro ritrovare le tue

     

    Vorrei darti qualche errore in meno
    Ma insegnandoti che l’esperienza non insegna nulla

    Che è giusto sbagliare
    e che è bellissimo rifarlo ancora

     

    Vorrei stringere le tue preoccupazioni
    per soffocarle nei miei pugni chiusi
    Vorrei infine darti una vita bellissima,
    o almeno la forza
    di fare in modo possa essere così...

     

  • 26 ottobre 2010
    Da sogno a sogno

    Travolgendo questa isola
    da sogno…
    a
    sogno…
    in un tempo senza equilibrio
    Il mio respiro, ricettivo in ogni piega
    si nutre del tuo respiro
    entrambi colmi di disequilibrio
    entrambi folli...
    Così pieni della nostra essenza...
    del buio e della luce...
    Assoluti bianchi e neri
    disincantati
    tra parole e lacrime...
    Miraggio di una immensa notte...
    di violente carezze
    e saturi respiri
    Mordendoti le labbra
    sino al sapore del nostro sangue
    …silente...
    Così, rubo la tua anima...
    calpestando la mia...

  • 26 ottobre 2010
    Incubo

    ll letto è un’onda
    e ci porta con sé
    nelle profondità del nostro amore

    Il tuo sussurro è una colomba
    che danza e ondeggia sull’alcova
    e si posa sul mio cuore con sbuffi ovattati

    Il mio cuore è un duello di battiti
    si inseguono si infrangono
    si accavallano veloci e cercano
    di raggiungersi più svelti…

    Urla di lupi nel buio
    o è solo un incubo che passerà...   

    Ululati sinistri nel silenzio
    e pioggia tetra che annega nell’anima... 

    All’improvviso una lama lampeggia
    e vince la carne avvinghiata
    annaspa il singhiozzo nel fango
    e il rantolo avviluppato di sangue. 

    Notte assassina che strappa il cuore
    e lascia il cervello per soffrire.

  • 26 ottobre 2010
    Autunno

    Brezza scarlatta all'imbrunire terso
    immenso e dolce indolente d’arancio...
    già il soffio della sera fa fremere le foglie
    non è una carezza o una danza, si affretta
    semina e raccoglie ai lati del tramonto...
    dagli alberi foglie che paiono d’oro
    sommacco scarlatto avvinghiato alla roccia
    "Non voglio cadere… Non voglio finire…"

    Un nuovo autunno e ne prendo la scia
    lo sfioro… poterlo afferrare per sempre…
    ricordati adesso di fare provvista
    di foglie e colori, di vino e canzoni
    che l’inverno ti dissiperà.

    Carso e tutto sembra di fuoco
    si accende e mi accende, sentore di terra
    Momento dipinto e ci colora dentro
    sommacco scarlatto avvinghiato alla roccia
    non voglio cadere… non voglio finire…

    Un giorno te ne andrai, scivolerai dal ramo
    in quale autunno sfiorirà il tuo amore
    lasciandomi foglie che paiono d’oro
    vecchio e stupido come un ceppo cavo

  • 26 ottobre 2010
    Lisa... mi alma...

    ... dolce angelo mio...
    ... mio sogno divenuto realtà...
    ... mi alma...
    figlia mia...
    ... Lisa...
    ... grande amore della mia vita...
    eri nei miei sogni prima di sentirti dentro di me...
    Ogni mia alba nasce con il sorriso sulle labbra...
    perché inizia dopo averti baciata..
    Amore della mia vita,
    parte migliore di me...
    Le stelle e la luna poi posson raccontare
    che quando dormi ti stringo a me
    e ti sto a coccolare...
    Amore mio...
    ... amore della mia vita...
    Lisa... mi alma...

  • 26 ottobre 2010
    Il pescatore e l'Autunno

    Sabbia sarchiata dal tramaglio
    messi pescate sempre più scarne;
    rabbia nel cuore: inizia il travaglio!

     

    Pescatore che bestemmia e sputa
    a voce troppo bassa perché Dio senta;
    peccatore scaltro: la luna spunta!

     

    Barca arranca fin sulla cresta
    poi scivola veloce nel cavo d’onda;
    parca si risparmia: che notte cresca!

     

    Sorta ancor non è neppure l’alba
    che rete ha issato sul logoro assito;
    sporta magra: un polpo e un’alga!

     

    Riporti le stanche ossa ora in porto
    cigola sotto i piedi il legno marcio;
    riparti verso casa: il polpo è morto!

     

    Desta ti attende moglie, dorme tua figlia
    asciuga il pianto al vento, fingi sorriso;
    testa protesa a Borea: vola una foglia!

  • 26 ottobre 2010
    forveve me...

    Se noi facciamo
    e diciamo ciò che gli altri vogliono...
    Di noi cosa resta?
    Non smettere mai di sognare...
    rimani te stesso...
    ...sempre...
    For ever me...

  • 26 ottobre 2010
    Libertà

    Un pachamama da aprire...
    un reggae da suonare…
    un suono da diffondere... sempre…
    una filosofia da cercare… nei segni…
    ma un suono è una melodia limpida… e pura… ma vuol dire... essere libero… di suonare…
    la libertà di essere vivi... eterni... sempre… liberi di
    suonare ovunque… e comunque…
    ma un prete a maggio… suonò il suono puro
    quello falso scese in soffitta… in quella nera soffitta
    il nero della donna dalle poche parole… cucinò per il
    brodo lento… lentamente scese… la pioggia... lentamente soffiò il vento… del nuovo mestolo…
    la cucina dell'arcicamalli era… il sogno dei nostri…
    bambini… che i comunisti imperiesi si mangiavano…
    negli altri locali invece… si mangiavano i comunisti…
    erano tempi bui... si era sempre al buio… sempre al
    buio… calorono le telebre… e volavano… i germi...
    dei mafiosissimi…

  • 26 ottobre 2010
    Rabbocca la rabbia

    Rabbocca la rabbia dei voli ribelli,
    ribolle il ribrezzo di ruvide mani
    il rutilare d’ali s’è fatto rumore,
    di risa, di rovi, di mille parole.
    Nello stomaco riarso da raffermi rancori
    ruggiscon or ora nuovi malori,
    come fossero rospi rapiti dai venti,
    radenti respiri offesi dal gelo.
    Si son rivestiti d’inverno rossore
    i rami di aceri eretti su rocce,
    riversano chiome, allungano colli
    verso risoluti orizzonti .

  • 26 ottobre 2010
    Evviva le elle

    Languide le lingue lunghe
    logorano lune di lana vestite,
    lungo colline dal cielo limate
    allungano l’ombra di una pioggia che cade.
    Leggeri stupori, lontani rumori
    listano l’aria di vecchi rancori,
    una lorda luce s’ammucchia fra mille,
    illustra la linea del volto leggero
    leggiadra e lasciva lambisce la terra,
    le labbra, leziosa, bacia alla sera,
    dell’ombra ribelle nasconde la lingua,
    volteggia luttuosa lisciata dai venti
    che s’aprono al cielo come lupi ululanti.
    Da un lato le stelle,dall’altro dei cani
    i loro latrati si levan lontani,
    tutto nel ciel racchiuso, legato,
    un lembo di luce dalla sera è fuggito,
    lesto il tramonto richiama il suo sole,
    lo afferra sui fianchi,nel letto lo vuole;
    licenzia le stelle, se le scuote da dosso
    con infami lusinghe un lutto è commesso.
    Smorzano la luce le lucciole silenti,
    s’arrestano dei colli i canti spioventi
    gli orizzonti dei lamenti partecipano al dolore
    libellule leggere deplorano il cielo
    dileggiano indifese,
    dattorno tutto tace.

  • Niente di più, niente di meno
    che vedo la luna lassù
    stridere di pallido amore e rabbia,
    tracciando abissi marini.
    Crescono le onde, gli orizzonti lassù,
    e mentre la luna li culla materna
    scaglia le frecce, incalza i viandanti
    tumula ricordi estivi e fuggenti
    di maggi, tornanti, sabbie e passanti.
    Silenzi profondi la luna nasconde,
    ci gioca, li salta, li lancia lassù,
    raggiungono gli astri dai rossi legacci
    le braccia tendono al tempo rimesso.
    L’avorio del cielo si veste di nero,
    le perle dei denti di ombre lontane
    richiamano dal mare rottami di stelle,
    cavalli schiumosi cavalcano feroci
    su ossa di sassi,detriti di topi.
    I venti di fuga lambiscono leggeri
    fiamme di acqua, unti vapori,
    la luna li sfida e scende dal trono
    d’un cielo che ora è così prono
    su finti santuari, fasulle preghiere.

  • 15 ottobre 2010
    Lite

    Il fumo in faccia
    Viso commosso
    Disgrazia avvenuta
    Il pianto insignificante
    Scatena l'ira
    D'un cane da caccia