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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 luglio 2010
    Elegia Pasquale

    Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
    con tutto il tuo pallore disperato,
    dov'è il crudo preludio del sole?
    e la rosa la vaga profezia?
    Dagli orti di marmo
    ecco l'agnello flagellato
    a brucare scarsa primavera
    e illumina i mali dei morti
    pasqua ventosa che i mali fa più acuti
     
    E se è vero che oppresso mi composero
    a questo tempo vuoto
    per l'esaltazione del domani,
    ho tanto desiderato
    questa ghirlanda di vento e di sale
    queste pendici che lenirono
    il mio corpo ferita di cristallo;
    ho consumato purissimo pane
     
    Discrete febbri screpolano la luce
    di tutte le pendici della pasqua,
    svenano il vino gelido dell'odio;
    è mia questa inquieta
    gerusalemme di residue nevi,
    il belletto s'accumula nelle
    stanze nelle gabbie spalancate
    dove grandi uccelli covarono
    colori d'uova e di rosei regali,
    e il cielo e il mondo è l'indegno sacrario
    dei propri lievi silenzi.
     
    Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra
    le bocche non sono che sangue
    i cuori non sono che neve
    le mani sono immagini
    inferme della sera
    che miti vittime cela nel seno.

  • 28 luglio 2010
    Esistere psichicamente

    Da questa artificiosa terra-carne
    esili acuminati sensi
    e sussulti e silenzi,
    da questa bava di vicende
    - soli che urtarono fili di ciglia
    ariste appena sfrangiate pei colli -
    da questo lungo attimo
    inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
    da tutto questo che non fu
    primavera non luglio non autunno
    ma solo egro spiraglio
    ma solo psiche,
    da tutto questo che non è nulla
    ed è tutto ciò ch'io sono:
    tale la verità geme a se stessa,
    si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
    Chiarore acido che tessi
    i bruciori d'inferno
    degli atomi e il conato
    torbido d'alghe e vermi,
    chiarore-uovo
    che nel morente muco fai parole
    e amori.

  • 28 luglio 2010
    L'attimo fuggente

    Ancora qui. Lo riconosco. In orbite
    di coazione. Gli altri nell'incorposa
    increante libertà. Dal monte
    che con troppo alte selve m'affronta
    tento vedere e vedermi,
    mentre allegria irrita di lumi
    san Silvestro, sparge laggiù la notte
    di ghiotti muschi, di ghiotte correntie.
    E. E, puro vento, sola neve, ch'io toccherò tra poco.
    Ditemi che ci siete, tendetevi a sorreggermi.
    In voi fui, sono, mi avete atteso,
    non mai dubbio v'ha offesi.
    Sarai, anima e neve,
    tu: colei che non sa
    oltre l'immacolato tacere.
    Ravvia la mia dispersa fronte. Sollevami. E.
    E' questo il sospiro che discrimina
    che culmina, "l'attimo fuggente".
    E' questo il crisma nel cui odore io dico:
    sì, mi hai raccolto
    su da me stesso e con te entro
    nella fonte dell'anno.

  • 26 luglio 2010
    La rosa del pensiero

    Questo è un pensiero viola
    Coglilo prima che vola
    Verde è l'arancio
    Della primavera è l'avanzo
    Bianca è la rosa
    Che sull'estate si posa

  • 26 luglio 2010
    Dove

    Parola senza eco
    ronza nella mia anima
    ebbra di miele..
    Cigolo nella mia ansia
    nella mia terra
    di rose d'argento
    mi chiudo nei miei occhi
    profondi
    dove aleggia la notte
    in mente il suo corpo
    di statua timorosa
    dalle linee d'ali notturne
    di farfalla d'ombra
    ... pioggia...
    d'acqua scalza
    cammina per le strade
    lamenti di foglie d'albero...
    ecco la solitudine del luogo
    dove lei non c'è... 

  • 26 luglio 2010
    Il derby Roma-Lazio

    Mi han raccontato de qualcosa
    che han detto sia contagiosa,
    che t' entra nel core e nella testa ma
    senza preavviso, si manifesta.

    E mi han detto vai a Roma, bello
    lì certo che puoi prender sta malattia,
    sto morbo non fa male al cervello
    ma certo dal normale te porta via.

    Ma mi han consigliato, stai attento
    ce sò stati morti pè sto portento,
    eh si perchè è pur sempre na mania
    prima ti consola, poi te manna via.

    A, per chi sta malattia non c'è più
    per chi l' ama pure più de Gesù,
    per quando te senti pure un po' giù

    voglio dedicà st'evento speciale,
    perchè soltanto a Roma ce può stare,
    la malattia che te può solo consolare.

  • 26 luglio 2010
    Ho visto il mare

    Stanotte ho visto il mare
    silenzio soffuso di luci
    nude davanti a me le onde
    lenti fremiti lungo il molo... 
    e avrei voluto una mano
    a riscaldarmi il cuore.

    Stelle stanche stanotte
    di vedermi vagare nel buio
    a parlare per chi non c’è più... 
    e avrei voluto una donna
    a scaldarmi la mano.

    Stanotte ho visto il mare
    e c’era tanta calma intorno
    da farmi dubitare che vivi
    fossero altri da te e me...
    e avrei voluto una chitarra
    a piangere per me.

    Stanotte ho visto la vita
    passarmi accanto a sorsi
    come il vino che bevi per dimenticare... 
    stanotte ho visto i miei vent’anni scorrere
    e non poterli fermare.

  • 19 luglio 2010
    Cambierà

    E quel pensiero si fa mancare.
    Diventa con un battito più forte
    la cosa che sta dentro.
    E tu non sai,
    non vuoi nemmeno tanto ammetterlo.
    Ce la fai dal lunedì al giovedì.
    Perché di venere e di marte non si dà principio all’arte.
    Ma tu hai bisogno di sentirti libero e sereno
    di sentirti dentro da mani a piedi.
    Spinto dall’anima a dare forza alla tua vita con le parole,
    perché tacere non ti onora,
    e ti “costringe”  a creare,
    a scrivere in silenzio, fin dove,
    prendendo quota, ricordi a questo bianco sfondo
    che tutto è qui per te.
    Tutto passerà.
    La giornata.
    La malinconia.
    E tornerà il sorriso bell’acceso.
    Il pensiero lieve,
    quello che t’abbraccia nelle ombre che pochi
    sanno apprezzare,
    per scovare la tua indole.
    La tua sensibilità,
    la tua solarità
    che non vuole smettere nemmeno
    quando tutto non è proprio al posto giusto.
    Ma non lo è mai ed è proprio questo il giusto.

     

    E’per questo  che
    Ti manca tanto quel pensiero.
    Quello che ti conosce da lontano e
    sa come venirti a cercare.
    Lo fa da un sogno.
    Lo fa da tempo.
    Lo fa senza sigla d’apertura
    ma rappresenta tutta la scena
    rendendola indimenticabile.
    Ti  manca
    e non si può dire,
    ma tu lo sai che tornerà a farti visita.
    Prenderete il vostro caffè.
    Sorvolando una mezz’ora di cielo insieme
    fino ai saluti che avranno meno peso
    per la bellezza del pensiero aperto
    e la speranza di prossimi racconti...

  • 19 luglio 2010
    Caldo nel pensiero

    Mi interessa di sapere adesso
    cosa diamine fa
    un deserto in mezzo al nulla.

  • 19 luglio 2010
    Luca

    ... E' l'incantatore della mia anima, non so come, la lega a sé con una dolcezza tale da creare anelli di fumo invisibile, colorato di riflessi che non si chiamano corde ma vibrano al suo tocco ed è melodia, non una stonatura... è meraviglia al sapore di fantasia.


    Il mio gusto preferito...

  • Con te sento finalmente che il vento soffia dove vuole
    e sento che tu non lo vuoi semplicemente imbottigliare... hai in mano una Girandola colorata e lasci che l'Aria ci passi attraverso, senza imprigionarla...
    sai l'Aria ha bisogno di una Girandola...ci hai mai pensato?
    l'Aria non la vedi
    e se non ci fosse una Girandola
    nessuno saprebbe mai che sta soffiando
    nessuno la vedrebbe...
    e poi anche la Girandola ha bisogno dell'Aria
    altrimenti nessuno vedrebbe il suo turbinio di colori
    nessuno la scambierebbe per un arcobaleno
    e secondo me alle girandole piace essere chiamate"arcobaleni".

  • 19 luglio 2010
    Come acqua

    Come acqua scorriamo,
    inesorabili tra i solchi del tempo.
    Fin quando la mano,
    di chi traccia la sagoma irregolare
    dell’effimera storia che ci ritrae,
    chiuderà il rubinetto per sempre
    e la nostra anima si perderà
    nel gorgoglio dei ricordi.

  • Yet undecided and still tired
    we climb up the hill of doubts,
    staring into the far distance
    waiting for a sign to hit our minds
    as a bolt from the blue strikes a tree
    setting fire to our thousand questions
    leaving behind purple and grey ash
    to fertilize sprouting seeds of new hopes.


    Traduzione

    Già indecisi e ancora stanchi
    ci inerpichiamo sulla collina dei dubbi,
    fissando in lontananza
    aspettando che un segno centri le nostre menti
    come un fulmine a ciel sereno colpisce un albero
    incendiando le nostre mille domande
    lasciando cenere purpurea e grigia
    a fertilizzare semi germoglianti di nuove speranze.

  • 12 luglio 2010
    Insignificante

    Guardo il cielo senza nubi,
    mi sovrasta e io mi sento così piccola,
    insignificante,
    e mi chiedo,
    se mai la mia vita avrà uno
    scopo,
    cammino senza meta,
    aspettando che qualcosa
    cambi,
    che il mondo giri in modo
    diverso,
    per ora sono
    così,
    ma chissà...

  • 12 luglio 2010
    Non sei quello che voglio

    Io non voglio
    capirlo,
    ma la realtà, è lì, davanti agli occhi,
    tu non sei la persona che mi cambierà la vita,
    quella che le darà un senso,
    tu sei come gli
    altri,
    non trovo
    niente,
    niente, che mi faccia sentire felice con te,
    posso
    ostinarmi,
    perdere tempo,
    ma tu non cambierai per me,
    perché io dovrei farlo?

  • 12 luglio 2010
    Per Alda

    Lascia cadere la cenere,
    sulle tue mani,
    mentre suonano,
    pulviscolo del corpo,
    unguento che impillacchera
    i tuoi cashmère di gran signora.
    Si aprono campi di lavanda,
    se tu suoni per me,
    violetto allegro,
    ne faccio mazzi,
    con cui ti laverò i piedi,
    io Maddalena delle corti,
    per non averti scritto,
    lasciando che il filo ti percorresse,
    fino a scucire il tuo prodigio,
    rendendomi orfana,
    dell'unica mamma
    di cui ho dimenticato il bacio.

  • 12 luglio 2010
    A.M.

    Portami le margherite,
    sotterrami della loro umiltà,
    sono le profezie del bene,
    tenaci soldati
    della diperazione dei luoghi,
    seppure sferzate
    dal piscio dei cani,
    restano l'enunciato di amore
    più raccolto,
    a cui io possa ambire,
    e se tu ti ricorderai di portarmele,
    io ti aprirò il cancello nascosto,
    dei verdi prati della mia casa.

  • 12 luglio 2010
    ...tu sei Alda

    Io ho camminato,
    tra gli uomini
    e la matriarca celeste,
    non sapendo
    se quella fosse casa mia,
    io ti ho cercato
    molte volte,
    ma tu mi hai gridato
    che ero solo il diletto azzurro
    tra molte fruste
    in mezzo alla folla di martiri,
    non so uomo,
    se chiamarti amore,
    in fondo sei bastardo quanto me,
    eppure se ti guardo,
    vedo due mani gentili,
    come la coppa di alleanza,
    dammi da bere allora,
    non lasciarmi morire qui,
    dietro questo cancello,
    una sola carezza mi salverà,
    un atto d'amore
    che si compie maestoso,
    anche qui,
    in questo bagno di demenza,
    dove tutti,
    sono seguaci del sacro mentore,
    dove io ancora ti aspetto,
    cercando i fiori nei miei occhi,
    l'unica tenerezza,
    attraverso il ferro degli aguzzini.

  • 07 luglio 2010
    Sabbia

    Sono sabbia
    come un'onda mi soprendi,
    ti muovi su di me in burrasca
    e mi plasmi.
    Sotto le tue carezze divento spiaggia
    ti sdrai e riposi nel mio calore.
    Sono sabbia
    mi appiccico sulla tua pelle,
    mi muovo con te,
    come col mare,
    senza stancarmi mai.

     

  • 07 luglio 2010
    Illusione

    In questa notte color corallo,
    camminando tra i cocci di sogni frantumati,
    ho visto te.


    Ti avvicinavi al mio corpo,
    senza svegliarmi,
    scaldandolo con le carezze.
    Seguivi le mie forme,
    senza toccarmi,
    disegnandole con lo sguardo.
    Respiravi sul mio collo,
    senza solleticarmi,
    sfiorandolo con la punta delle dita.


    Mi sono svegliata nel buio di un letto di vapore.


    Attraverso il fumo fitto
    ho visto l'impronta che hai lasciato dentro me,
    nitida come un fossile incastonato nella roccia.
    Tra la nebbia scivolava via
    inciampando tra le funi della mia inutile reticenza.
    Più mi aggrappavo all'illusione
    più il ritratto mutevole delle mie esigenze
    sfuggiva tra le dita come sabbia,
    insinuandosi nelle ferite
    di un'anima scalza su un sentiero di chiodi.


    In questa mattina color argento
    nelle narici ho il ricordo intenso del tuo odore
    nelle mani ho il segno vivo del tuo calore.
    Tra le mie gambe nude, fasciate da lembi di lenzuola,
    resta impigliata solo l’illusione della tua presenza.

  • 07 luglio 2010
    Un tempo c'era ...

    Un tempo c’era un uomo che non aveva mai conosciuto il mare,
    decise allora di partire per cercarlo.
    Dopo un lungo vagabondare incontrò l’oceano, il suo stupore fu enorme,
    era così grande che tutto insieme non entrava nei suoi occhi.
    Si mise ad ascoltare il fragore delle onde che si rincorrevano gioiose,
    tirò un lungo respiro per assaporarne tutti i profumi,
    poi accarezzò la sabbia provando una emozione infinita.
    Un tempo c’era un uomo che non aveva mai conosciuto la poesia,
    decise allora di partire per cercarla.
    Dopo un lungo vagabondare incontrò l’amore, il suo stupore fu enorme,
    era così grande che tutto insieme non entrava nel suo cuore.
    Si mise ad ascoltarne la voce così dolce,
    tirò un lungo respiro per assaporare il profumo del suo corpo,
    poi le accarezzò i capelli provando un’emozione infinita.

    Un tempo c’era …

  • 07 luglio 2010
    Seme

    Ormai
    ho preso il seme
    della tua vita
    e l'ho piantato
    nel mio cuore.


    Kairos, Giraldi Editore, 2008, pag. 9

  • 07 luglio 2010
    Dies Natalis

    Non c'è più clorofilla
    nell'anima sua avvizzita
    stanca della vita
    asciugata è ormai ogni stilla.


    Non c'è più ossigeno
    nel suo fior di cuore
    esausto dell'amore
    perso ha infine il sangue.


    Non c'è più pensiero
    nel suo grigio scrigno
    pregno ormai del viaggio
    non scorse infine alcun miraggio.


    Non c'è più coraggio
    nel suo corpo affranto
    pesante, finito e stanco
    cercava solo un sogno bianco.


    Dies Natalis, Il Foglio Letterario, 2010, pag. 5

  • 07 luglio 2010
    Attimo fuggente...

    Tutto in un attimo fuggente,

    quello sguardo
    un fiume in piena...

    I tuoi occhi
    hanno fatto esondare il mio cuore...

    Tutto in un attimo fuggente...

    I nostri sguardi si sono specchiati,
    il mio cuore è fiorito in un prato di primavera...

    Tutto in un attimo fuggente...

  • 07 luglio 2010
    Alda tu hai creato...

    Tu mi guarderai,
    anche se non riesci,
    hai vergogna,
    stupido amore,
    mia ballata furiosa,
    di guardare il prodigio,
    del gelsomino,
    che cresce,
    anche sotto un cielo nero.
    I suoi rami pietosi,
    hanno fatto cerchietti bianchi,
    per fasciare la mia grazia,
    che è anche la leggerezza,
    dei passi di Maria.
    Tu nelle fucine dei miserabili,
    hai preso il fango,
    gettandolo sul mio grembo,
    e cosa delicata,
    venne animata dalle mie parole,
    sussurate come vino santo
    alle cortecce di quel gelso di paure.