All’ombra della disfatta

Vi siete acquietate nelle vostre stanze,
sui giacigli immobili della sera,
memori di vite senza vento,
di giorni consumati senza resa.
Avete chiuso le finestre al mondo
e lasciato fuori il rumore delle ore;
ma dentro, nel silenzio delle ossa,
ancora urla un indomabile cuore.
Urla parole che nessuno comprende,
frasi spezzate sul bordo del pudore,
adagiate come cenere sottile
sull’incerto confine della lealtà.
E voi restate, immobili,
all’ombra di ciò che avete perduto,
mentre la vostra disfatta cresce lenta
come una notte dentro il vostro petto.
Forse non è la quiete ciò che cercate,
ma il coraggio di chiamare per nome
quella voce che vi scuote nel buio,
prima che il silenzio diventi destino.