Amarti nell'anima, Cefalù

Ti ammiro affacciato alla mia intimità, o Cefalù,
e già mi rimane fisso nella mente
il ricordo che porterò con me,
"nell'estremo viaggio".
Ti amo, ma di un amore vero,
e non potendo trattenerti con me,
in quell'aldilà parlerò di te,
delle tue dolcezze e delle ingenuità
che ti hanno reso fortezza nell'ossessione del "maligno",
per la tua bellezza
impressa ora nei miei occhi.
Così voglio renderti la mia riconoscenza
parola dopo parola,
verso dopo verso,
poesia dopo poesia,
perché sei luogo dove
non solo ci si può abitare,
ma che si deve amare
dal profondo dell'anima.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.

Che versi toccanti! Si sente proprio il battito del cuore di un poeta che non vede in Cefalù solo pietre e mare, ma un pezzo della propria anima. Cesare Moceo ha saputo dipingere questa città come un santuario intimo, quasi fosse una compagna di vita da portare nel "viaggio" estremo.
Ed è anche una bellissima dedica. Si sente tutto l'attaccamento viscerale di Cesare Moceo per Cefalù; non descrive solo un paesaggio, ma un legame spirituale che sfida il tempo e la distanza.
Cefalù, con la sua Rocca e la Cattedrale normanna, ha ispirato poeti per secoli, ma questi versi la trasformano da luogo fisico a compagna d'anima, una "fortezza" di bellezza contro le oscurità del mondo.