Ammasso fantasie aliene
Mi è concesso un grazioso dolore
ne conto i giorni affondo e riemergo
tremo come un uccellino sbriciolato
dal mare dal ruggito
cado sul corridoio del tuo cuore
incastonato nel buio
che non ha il potere sui malocchi
sulla tramontana spezzata dai gangli
così ammasso fantasie aliene
appendo vischio dai miei sensi malati
approvo ogni tuo viaggio d'inferno
di maestria sulle correnti di bocche amare
su precipizi che hanno separato occhi conosciuti
approvo i colpi con cui annienti affari di fandonie
che vogliono legarti
‒ s’illudono ‒
dove io non respiro.