Anatomia di un Seppuku

Resto a guardare, silente,
kaishakunin del mio cuore.
Attendo, osservo la mia
capacità d’amare, d’essere,
sparire tra le nuvole come
una rondine troppo bella
per essere mia,
un ciliegio fiorito troppo presto in me.
Tanto basta al tantō
per andare via e iniziare
la bianca danza nell’hara dei ventricoli,
dove Es e His sono fasci
di nervi e desideri,
di sogni grandi come il mare,
grandi come lacrime peregrine.
Petti rossi, ali nere vanno
dove giacciono le tue labbra.