Canzone triste (April Fool's Day)

Sorriso
Al napalm
Impresso sul
Mio viso
Lo stesso sorriso
Uguale identico preciso
A quarant'anni fa
Allor (che) le ore
Bruciavo minuti
Anni dentro bicchieri
Astratti ricolmi di
Calorie la mia rabbia
Affogavo
Nel diazepam
M'avvinghiavo
Al valium
Di quando in quando
Salvagente
Per il tempo
A venire
Poi mettevo tutto
nel salvadanaio
(una chiromante la mia
mano lesse una volta
"Un giorno questo
dolore ti sarà utile, vedrai!"
mi disse)...
La mia mente chiudevo
Dentro pensieri
Grisù
Come compartimenti
Stagni impiccato
A testa in giù
Il mondo vedevo
Dalla dritta con
La luna storta
Mi sembrava lui
Una garitta della mano
Morta
E' canzone triste
Quel che sento
Dipanarsi
Nei miei timpani
Claudicanti inondati
Di cerume
L'afflato del passato
A galla tiene
Baracca &
Burattini senza
Domani non c'è
Futuro bisogna
Tener duro
Bevendo vino
Assaporando amaro
Ingoiare (mandar giù)
Terzine
Di perchè un bel
Quartino col
Sorriso al napalm
Impresso sopra
Il mio viso di notte
La sera al mattino
Oleeeeeeeè!

1 aprile 2026
‐ da. Poesie 2026