Poesia
Carne di primavera, febbre d’estate
Se potessi scegliere
il modo in cui spegnermi,
non sarebbe fine
ma strappo di pelle viva.
Sarei primavera
che suda linfa e desiderio,
un corpo che fiorisce
senza chiedere permesso,
e mi perderei,
viscerale e nudo,
fra le braccia dell’estate,
calda, impudica,
che mi consuma lento
fino a farmi luce.