Commiato che si apre
nel cammino dei giorni
d'acqua e di fiori,
primavera ambulante
di torri di sabbia e vortici di sole
che nulla nasconde né muta.
La luce che lacera,
la grazia che si spegne,
l'accenno che non ricordo.
Mi basta forse sapere
della cavità che abita
nella conchiglia
levigata,
il suo barlume fragile
e la pietra bianca
nell'arco di luce
della risacca
ai miei piedi.
da: La mia Dolce Cenere/Moj slatki pepeo, Prosveta ed. 2012, Belgrado
3 maggio 2013
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