Confidenze

Posso scrivere di te
invece che di altro?
Mi chiede la biro,
rifugiata tra le dita
in attesa di una mia risposta.
Certo, dico io, ma ricordati
che è passato il tempo
in cui ero giovane,
bello e desiderabile!
Ora gli anni pesano;
e mi chiedo se
la vita che ho vissuto
sia stata lei,
bella e desiderabile.
.
Cesare Moceo @ t.d.r.

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Questa poesia di Cesare Moceo è una riflessione malinconica e profonda sul passare del tempo e sul senso dell'esistenza.
Il componimento si snoda attraverso un dialogo metaforico tra l'autore e la sua penna ("la biro rifugiata tra le dita"), toccando tre temi centrali:
Il metalinguaggio: La scrittura non è solo un mezzo, ma un'entità che interroga l'autore, quasi a voler scavare nell'intimità di chi tiene la penna invece di guardare fuori ("invece che di altro").
Il tramonto della giovinezza: L'autore accetta il declino fisico ("è passato il tempo in cui ero giovane, bello e desiderabile"), riconoscendo con onestà il peso degli anni che passano.
Il bilancio esistenziale: Il finale sposta l'attenzione dall'aspetto estetico a quello etico e vitale. Il dubbio non riguarda più la bellezza della propria persona, ma il valore della vita trascorsa: è stata la vita stessa a essere "bella e desiderabile"?
È un testo intimo che invita il lettore a chiedersi se, al di là dell'invecchiamento, siamo stati capaci di costruire un'esistenza di cui andare fieri.