Corvi

Corvi gracchiano nel divisorio
della stasi frenetica del domino umano.   Uno, due, tre, quattro.   Si avventano,
occhi brillanti retrattili,
pelle di serpente,
lotta nel fango
con schegge di gabbie toraciche implose.   Cinque, sei, sette, otto.   Cartoline appese al frigo,
fotografie bruciate in giardino,
amplessi di maiali rompono il silenzio,
le ali frullano,
teste sbattono su spigoli di cristallo
in camere asettiche,
centrifuga rumorosamente la lavatrice.   Nove.   Piume strappate   incollate alla resina degli alberi,
mosche camminano in cerchio,
la cenere cade nel posacenere,
i corvi mangiano di lunedì.