Cri Cri Muti fogli di carta
Cri Cri Cri
“ Muti fogli di carta “
Settembre, Cri Cri Cri
faceva il passero col flauto di Pan assieme alle
prime rondini migrando.
Giungendo io in sella alla moto senza ritardo
“ Tolgo il casco metto il cavalletto, lo zaino e inforco gli occhiali e t’aspetto” sul red carpet oh mio diletto, fumo la prima sigaretta, ed eccomi il soldato d’amore a vedetta:
TU… Milioni potrebbero essere i cuori che disegnavano la psiche scorgendo te arcobaleno di colori, un mazzo di cuori nelle carte di poker o i vecchi giocatori di carte di Paul Cezanne, sicuri al museo come era segreto che era il mio sentimento, che mai avrei pensato di mettere iscritto un giorno memento...
Uno sguardo indifferente e su per le scale, lei divinità tra tutte le plebaiche ninfette cui il mio cuore era totalmente come lo sguardo ignaro di loro e lei venere viva davanti a me presente.
Ridevi tu...che bella la gioventù!
Come passa la più bella stagione in fretta;
giungendo in sella
alla bicicletta!
Oh che visione...
di castità e intatta purezza.
I libri e le odi di Alceo, Catullo
e Orazio, coi filosofi antichi,
non sapevan assieme all’Iliade e Odissea Omero,
la cosmogonia d’amore e tempesta, che nel mio cuore era la sua parvenza.
Talvolta spolverando Eneide di Virgilio, ed ora qui naufrago d’amore a lottare Don Chisciotte contro i mulini a vento, sembra me ancora sentire il profumo di fiori della sua parvenza...
Poi; mi ti presentarono: “Lara mi chiamo”!
novembre alla sortita in ricreazione;
sordina lei camminava con di sottofondo satiri
che facean nel core canzone;
poca a questo virgulto data fu data l’attenzione..
O pesco fiorito d’incanto un raggio di sole svelò sulle nostre rossicce gote; idillio del san Martino Plutone che libera Proserpina dall’ade…
e un sano dallo studio riposino...
Oh, Zivago me venne in mente
e ci lasciammo senza un nulla; tristemente.
Sbirciarti sempre mi fu un diletto nel mattino d’ora tarda,
scriverti fogli muti di carta…
Carte di gioco, ali d’una farfalla
ora è il verso che nel tempo canta...