Udite, amanti, il lamentoso lutto
di noi che, disperati,
al basso centro, pauroso e brutto,
da’ dimon siàn guidati;
perché da tante pene tormentati
fummo in quel tempo, amando già costoro,
ch’agli infernali ci diàn per fuggir loro.
Le prece, i pianti, i singulti e’ sospiri
furno buttati a’ venti;
perché trovammo sempre i lor desiri
pronti a’ nostri tormenti;
tal che, deposti quei pensieri ardenti,
giudichiàno or, ne la servitù nuova,
che crudeltà fuor di lor non si trova.
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Giudico che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ce ne lasci governare l'altra metà.