Sei come l’osso saturo
della ciliegia dentro
la polpa che s’ammolla
dissoni note al centro
di spazio che non crolla.
Avello si fa nitido
e addensa sul detrito
anelito di strina
ma s’arrovella il dito
al tatto che s’incrina.
Alla tua fonte arida
perennemente pietra
si graffia la mia guancia
nel precipizio arretra
a bugna poi s’aggancia
e pencola ch’è lacera
a un metro dalla terra
dov’aquila non vola
‐ un refolo si serra
all’uscio della gola.
15 luglio 2017
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Dover fingere indifferenza è più grave dell'ammissione di una colpa, è un'azione dolosa contro se stessi, di cui si dovrà rendere perennemente conto dinanzi al tribunale implacabile dell'anima.