E INTANTO GIRA LA TESTA

Portare a cantare l'anima
oltre la siepe
per raggiungere l'infinito,
noi, esseri umani finiti
dentro il perimetro
di un sogno
che si dissolve
in un lasso di tempo
e intanto gira la testa,
si cerca la porta
per quella famosa stanza
dove non ci sono più pareti,
ma alberi e quel soffitto viola
che non esiste più.
Assurda la festa nell'ombra
dove s'indossa sempre
una maschera
sopra l'antico dolore
e ritrovarsi a raggiungere l'enigma
del cuore.
Amare con parole d'amore,
poi amare senza più parlare.
Il silenzio ha ogni chiave
per arrivare a confessare
tutto il cielo che si apre
con il tuono,
con l'eclissi
e con l'arcobaleno,
con la nebbia
e con il vento degli abissi
celati nel sereno.
Una confessione che ha la limpidezza
dell'acqua dei torrenti
e del grano i dorati campi,
una sfuggente confessione
come la luce di fuoco
di stelle cadenti.