È Pasqua?
Ramoscello d'ulivo alla mano,
esaurita la vena...rimangono le arterie.
Si spegne il canto,
l'ulivo sulla terra,
la mano è stanca
di reggere la guerra.
le vene si serran
tra le pieghe della fine,
ma non è il vuoto
a decretar turbine.
Non è il silenzio
a scrivere l’addio.
è il premer sotto la pelle
un ostinato "io";
crollano i ponti
della resa e del perdono,
resta la strada
che dal cuore parte:
le arterie pulsano,
non chiedono più dono,
ma la potenza cruda
di ogni loro condono.
La grazia svanisce,
il genio tace,
rimane il sangue
dell'uom senza domani:
non c'è più tregua
e neppure pace,
quando la vita esplode
nel suo divenir rapace.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.