Lo specchio ricomposto
è luce chiara
nel giorno che sovrasta
e spegne il sogno,
è inverso segno,
è una canoa scampata al fiume
o un ponte chiuso.
La luce accesa in faccia
mi rinchiude in una
statua di cera
discesa da un gradino di granito
e dentro io muoio
dalla voglia di albicocche
e zafferano,
non per sentito dire ma per sbaglio.
Essere stata qui,
guardare il mare.
19 settembre 2013
Altri contenuti che potrebbero piacerti
Lievi distanze
di Monica Osnato
Non sono stata davvero
addormentata
ma ho sentito sul petto
stringere i lacci
che scollano(…)