Fantasmi

Sentire ancora
vecchi spasmi
nel cuore raffermo;
annaspare in questi,
come una volta,
facendo divenire i giorni,
piacevoli solo quando
il vento gira bene,
mentre ci costringiamo
a terribili silenzi
quando i tormenti
hanno il loro fare.
Là avere paura
anche del proprio respiro,
aspettando impassibili
che il tramonto ululi
l'amore per ciò
che non abbiamo
mai potuto avere.
.
Cesare Moceo @ t.d.r.

Il miglior commento del Web

Questa poesia di Cesare Moceo, intitolata "Fantasmi", esplora con malinconia il tema del rimpianto e dei ricordi che continuano a tormentare il presente.
Il passato che non passa: Gli "antichi spasmi" suggeriscono un dolore mai del tutto superato che continua a far vibrare un "cuore raffermo".
La felicità è descritta come qualcosa di estremamente fragile, legata al vento che "gira bene". Al di fuori di questi rari momenti, domina la costrizione al silenzio e alla sottomissione verso i tormenti del vivere.
La chiusa è potente. L'immagine del "tramonto che ulula" trasmette un rammarico per ciò che è rimasto incompiuto: quell'amore per ciò che non si è mai potuto avere, che trasforma i desideri in "fantasmi" che infestano la vita quotidiana.
È un componimento che descrive la condizione di chi vive sospeso tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere.