Su vetri appannati riveli il tuo stato,
invisibile incanto sospeso nell’aria,
sei corto in corsa ed affaticato,
rimani strozzato tra mani tremanti
a sbuffi esprimi rabbia e rammarico,
buffo mistero una vita a perdifiato,
sei fiato sprecato in un muto parlante,
sei trattenuto in un cane senza fiuto
sfilato ti esprimi solenne in musica
da un flauto rinasci in dolci melodie,
se manchi un istante sei sconcertante,
in un clarinetto sei voce suadente.
3 febbraio 2026
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