Aveva mani leggere,
ma sicure.
Sul telaio: fili destinati
a incrociarsi con la trama
e genuflessi al suo silenzio.
La guardavo, bambino,
senza sapere che quel gesto,
per sempre, mi avrebbe segnato.
Poi, in un giorno rovente di luglio,
la sua luce
all’improvviso si spense
e tacque anche il telaio.
Avevo dieci anni.
Ma ogni punto cucito
continuò a parlarmi
con quella voce soave
che fu il canto della mia vita!