Gli sfoghi della vecchiaia
Chino,
piegato in avanti
sul mio pensare
nella posa del dire,
uso tutto il peso
del mio sapere
per tenere fermo
giù l'inchiostro
e rimettere ordine al fare
con amari sorrisi.
E mi viene in mente
un vecchio detto
in cui "è l'indiano
a far differenza
non la freccia"
scatenando così
qualche verso di dileggio
e goder di quel piacere.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
Questa poesia di Cesare Moceo è un ritratto intimo e lucido della maturità. Il poeta non subisce il tempo, ma lo governa attraverso la scrittura, usando il peso dell'esperienza ("il peso del mio sapere") come ancora per dare un senso al presente.
L'immagine dell'anziano chinato sui propri pensieri non trasmette fragilità, ma una forma di resistenza intellettuale. Il richiamo al detto sull'indiano e la freccia sottolinea che, nonostante il corpo possa piegarsi, è la tempra dell'uomo (l'indiano) a determinare il valore dell'azione, non i mezzi di cui dispone.
I tratti salienti del componimento sono:
L'ordine attraverso il verso: La scrittura serve a riorganizzare il caos della vita ("rimettere ordine al fare").
L'amarezza ironica: Gli "amari sorrisi" e il "dileggio" indicano una consapevolezza distaccata, tipica di chi ha visto abbastanza da potersi permettere il lusso dell'ironia .
Il piacere del pensiero: La vecchiaia diventa lo spazio per un piacere sottile, quello della riflessione che si fa beffe delle futilità.