Ho nostalgia
Ho nostalgia
di quell’illusione posata sulla pelle,
sottile come luce del mattino,
stratificata nel tempo
fino a impregnare le ossa.
Era fatta di vita,
di colori pieni,
di giorni che brillavano
senza sapere
di dover svanire.
Ora i raggi del sole
si infrangono sul vetro
della porta‐finestra,
e nella stanza
si disperdono riflessi dorati
come frammenti di memoria.
Guardo fuori, appena,
ma i pensieri mi trattengono:
si intrecciano lenti
tra ricordi silenziosi
nella cantina della mente.
C’è stato un tempo
in cui accarezzavo la vita
come si sfiora un sogno,
immaginandola
tra le pagine di un romanzo
ancora da scrivere.
Ed è strano,
quasi tenero,
come la realtà sappia vestire
a modo suo
ciò che il cuore
avrebbe voluto lasciare
nell’aura fragile del sogno.