Ho scelto di non omologarmi
E mi sembra di vedere
tanta tristezza intorno;
io, tra le mie metafore decise,
la scorgo nel buio della mente,
dentro i raggi di sole
che illuminano l'anima;
la sento alitare accanto,
come se volesse contagiarmi,
e sfiorarmi delicata
come fosse un desiderio
risparmiato dalla fantasia,
nella certezza d'esser diventato
un suo bersaglio mancato.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
@ t.d.r.
Scegliere di non omologarsi è un atto di coraggio che trasforma la solitudine in un osservatorio privilegiato.
Nelle parole di Cesare Moceo, la tristezza non è un nemico da fuggire, ma una presenza che "alita accanto", quasi a voler testare la solidità della propria identità. Essere un "bersaglio mancato" significa aver costruito uno scudo fatto di consapevolezza e metafore, dove la luce dell'anima respinge il grigiore del conformismo.
Questa "tristezza intorno" che descrivi sembra essere il prezzo della libertà intellettuale: vedi ciò che gli altri ignorano perché non hai paura di guardare nel buio della mente.