Voce, che gridi al mondo
la tua voglia di lasciar perdere
e rinchiudermi così
nelle stanze dei silenzi parlati,
invitandomi a smettere di godere
di ciò che dice l'anima.
E io ti ascolto sospirando,
rifugiato nelle ultime mie briciole
d'atteggiamento morbido.
Dico a te, o voce,
vuoi essermi d'aiuto?
Allora spegniti
e fai del silenzio silente
la tua dignità.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
16 febbraio 2026
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