Il cielo in due

Divido il cielo con un dito,
tracciando parallele oblique
che tutto tangono
senza lasciare ombre di graffite.   La meridiana di stelle sulla quale mi adagio
è un vispo giaciglio di spine e fiori
dal quale scruto,
imperturbabile,
il tempo.   E vedo i sogni di ieri
farsi piccole lucciole lontane
che come fari remoti
indicano rotte errate.   E vedo le feroci passioni quotidiane
accecarmi con soli sconosciuti
di albe mai vedute
in cui l'occhio mio si perde
di lacrime rapprese.   In bilico tra due mondi
danzo insicuro
sulla fune sottile
della mia speranza
con in mano bilancieri invisibili
fatti soltanto d'amore.