Il cielo sotto la pelle

L’amore non lo custodisco,
mi attraversa.

È una corrente antica
che conosce il nome delle mie ferite
e vi depone fiori di luce.

Mi sale dalle radici del silenzio,
abbraccia le ossa,
si fa respiro nelle notti più lunghe.

Abita le mani
quando sfiorano il mondo senza possederlo,
abita gli occhi
quando trattengono il dolore degli altri
come una pioggia gentile.

A volte tace,
come fanno le stelle
per non disturbare il buio.

Altre volte diventa verso,
un piccolo incendio di parole
lasciato sul margine del cuore.

E allora comprendo:

non sono io ad amare,
è l’amore che mi vive dentro,
che apre finestre nell’anima,
che accende cieli dove c’era cenere,
che resta, ostinato e nudo,
a chiamare vita
ogni battito.