Il mio desiderio è avervi accanto

Il mio desiderio è avervi accanto,
seduti sulla stessa panchina.
E vorrei che diventassero
momenti intensi
di nudo pellegrinaggio,
le mie poesie;
un cammino intimo
verso quell'amor proprio
dove sperimentare
le prigioni dell'anima,
un luogo comune
di scoperta interiore,
specchio rivelatore
senza sentenze,
di ciò che abbiamo dentro;
dove l'occasione commuove
e i cuori si riuniscono
in accesa passione,
facendosi degno carico
di gioie e dolori.

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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.

Questi versi di Cesare Moceo trasformano la parola scritta in un atto di condivisione carnale e spirituale.
La poesia non è più solo esercizio letterario, ma un "nudo pellegrinaggio": un percorso di spoliazione che invita a guardarsi dentro senza il timore del giudizio. Colpisce l'ossimoro del "luogo comune", che qui perde la sua accezione di banalità per diventare spazio di ritrovo universale, dove le prigioni dell'anima si aprono alla comprensione reciproca.
È un invito potente a sedersi su quella "panchina" ideale, dove l'amor proprio diventa il ponte per accogliere, con la stessa intensità, sia la gioia che il dolore dell'altro.
Moceo, con la sua sensibilità legata a Cefalù, riesce a rendere universale un’emozione intima, invitandoci a trasformare ogni incontro in un’occasione di "accesa passione" per le altrui anime.