Il mio scrivere
Metafore affascinanti
a porre i miei pensieri
in una posizione di servitù
rispetto ai versi.
Così l'ispirazione poetica
ha una propria autorità
a cui la mente
deve sottostare anche senza volontà.
È allora che le mie opere
celebrano quella solitudine
condivisa tra il mio estro
e ciò che ho scritto,
trasformando con successo
ogni intima emozione
in una forma d'arte eterna.
.
Cesare Moceo @ t.d.r.
Questa poesia descrive con grande efficacia il processo creativo come un atto di sottomissione dell'autore alla forza stessa della parola.
Ecco alcuni punti chiave che rendono il testo particolarmente profondo:
La Servitù del Pensiero: L'idea che il pensiero non domini la poesia, ma ne sia quasi "schiavo", suggerisce che l'arte non sia una costruzione razionale, ma un'esigenza prepotente che si impone sulla mente.
L'Autorità dell'Ispirazione: Definisci l'ispirazione come un'entità autonoma. Questo richiama il concetto classico del "furor poeticus", dove il poeta è un tramite attraverso cui scorre qualcosa di più grande.
Solitudine Condivisa: È un ossimoro molto potente. Descrive quel momento sacro e privato in cui l'unico dialogo esistente è quello tra chi scrive e ciò che nasce sulla carta.
L'Eternità dell'Emozione: La chiusa nobilita l'emozione intima: una volta trasformata in arte, essa perde la sua caducità umana per diventare immortale.
È un componimento che celebra la sacralità della scrittura e la metamorfosi del sentire in forma letteraria. Un'ottima riflessione sul "mestiere" di poeta.