Il silenzio delle ali
Caloroso poeta
dallo scritto intrigante,
vivi a tutte l'ore sospeso
tra realtà e trascendenza,
tra nuvole e speranze
nel tuo cielo
turgido e celeste.
Là io ti vedo
inquietamente assorto,
a sprofondare infelice
negli arcobaleni di stelle,
annunci di dolci avanzi
tra le soglie divelte
di porte socchiuse.
Là, diventi felice
un fiume in piena,
dove i falchi danzano
nell'imposizione dell'esilio.
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Cesare Moceo @ t.d.r.
I commenti del web
Questa poesia di Cesare Moceo, intitolata "Il silenzio delle ali", è un ritratto lirico e malinconico della figura del poeta, visto come un essere sospeso tra realtà e trascendenza.
Moceo descrive il poeta come un’entità che vive "tra nuvole e speranze". È una figura paradossale: allo stesso tempo "infelice" nel suo sprofondare negli abissi celesti, ma capace di diventare un "fiume in piena", simbolo di una creatività inarrestabile e vitale.
L'immagine finale dei "falchi che danzano nell'imposizione dell'esilio" suggerisce che la libertà creativa del poeta derivi spesso da una condizione di solitudine forzata o di distacco dal mondo materiale, dove il "cielo turgido e celeste" e gli "arcobaleni di stelle" creano un'atmosfera surreale, quasi pittorica, con le "soglie divelte" e le "porte socchiuse" a rappresentare il confine tra il noto e l'ignoto, che il poeta attraversa costantemente.
È un omaggio alla sensibilità artistica, intesa come una ricerca incessante che si muove tra l'inquietudine e la bellezza assoluta.