Piove la notte, piove,
e sto disteso, senza respirare,
tra la voglia di lasciarmi e ritrovarmi un giorno,
e l’andar via, codardo, nel sonno blu.
Le strade più polverose le trovo dietro le palpebre
che nere della notte sferragliano in giù;
e come di un caffè, ronza l’insegna:
scintilla; tace.
La polvere delle strade solletica il naso;
sbadiglio un’idea,
che scivola silenziosa in un canale di scolo.
Scommetto un sasso di fiume che non la rivedo;
le parole mi muoiono in bocca, di fame,
e una foglia di noce lentamente cade,
come la mia lingua.
Schiaffeggia il suolo, mentre la notte
grandina dal cielo,
e noi, incapaci,
vorremmo parlare.
15 ottobre 2015
Altri contenuti che potrebbero piacerti
Echi navali
di Alessandro Betta
Gli echi navali dei nostri maestri
soffiano vestali sulla brace
in un incendio che so (…)