Le case che disegnavo
avevano il tetto a punta,
da bambina non sapevo
che stavo disegnando la Germania.
Eppure ho sempre avuto
dei parenti qui, da giovani,
partiti per cercare lavoro.
Adesso io abito sotto questo
tetto, e la finestra
aperta cambia l'aria alla
casa e al futuro
che sto costruendo con la
fantasia rimasta da bambina.
E quando tornerò in Italia,
mi porto il tetto
a punta negli occhi perché
ormai sono due case.
Ho ritrovato la me bambina,
quella che parlava male,
ma sognava già in grande.
12 maggio 2026
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