Troppi gli attimi ostili
d’angusto camminare
occhi accecati
da scampoli di pace,
fitta l’oscurità
più cupa della morte
– tutto è confuso –
avanza l’incuranza
delle masse.
La sete eclissa i passi
su viali grigi come topi
– assente ai cuori –
l’azzurra lealtà
che scalda i piedi.
In questo mar stordito
s’arena il coro
di condivise forze
– felicità –
l’ambita meta
fra spirito e materia.