Inverno
Da dove arrivi, Inverno,
ti ho sentito, sai,
avanzare a lunghi passi nel giardino,
e dell'ultima rosa nel roseto farne preda.
Ti ho sentito respirarmi sulla pelle
nel freddo del mio letto in un mattino che tardava ad albeggiare.
Da dove arrivi,
a scompaginare ricordi di estivi fasti
e poi a ravvivare il fuoco nel camino,
a squassare argini,
a spargere biancori.
Ti ho visto, sai,
tra costole di alberi,
nel saltellio incerto
di un passero affamato,
nella dormiente terra che abbraccia la semenza
e sogna la felicità del verde.
Tu, Inverno, non sei una stagione
ma l'impazienza dell'attesa,
sei frenesia di speranza,
un canto dolce
di malinconia e di vita.