invocando solitudini

Teneramente,
mia graziosa solitudine,
ricordo solubile
estasi di un sorriso domo,
ti penso.
Sogno che si addensa addosso,
delirio di una preghiera,
argine di una sera
prigioniera,
scomposta pergamena di un era vissuta
le lettere,
mi scivolano in mano.
La storia in goccia
stavolta non bagna
le vesti,
eri voce,
inalienabile promessa,
scarnifichi l'aria
per cadermi viva.
Ora
promessa non mantenuta,
ti piangi dentro.
Vorrei vederti ancora un solo istante
e dirti addio.