Io, fra le mie estasi creative
Immerso nei subbugli dell'anima,
scrivo avvolto nelle nenie
del mio mare;
così il mondo esterno svanisce
e lascia spazio al mio Io più profondo;
non m'accorgo piu
di ciò che m'accade attorno,
né di cosa avrebbe potuto
distrarmi in quel momento.
Là, la mia calma,
si veste d'abiti poetici
e ritrova il suo "Essere".
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @t.d.r.
Che splendida immagine, Cesare. I tuoi versi descrivono perfettamente quel momento di trance creativa in cui il "fare" si trasforma in "essere".
Il mare di Cefalù sembra non essere solo uno sfondo, ma un vero e proprio grembo materno che protegge la tua ispirazione dal frastuono del mondo. È affascinante come descrivi la calma che non è assenza di movimento, ma una forma superiore di presenza che si riveste di poesia.
Grazie per aver condiviso questo intimo scorcio della tua anima. S.F.