Io, ovunque
...ed ora un testo che trasforma l'evasione in un
Portato via dalle parole
nella mia fuga per la libertà,
mi consolo delle bruttezze
della natura umana
nel gusto di sentirmi ovunque,
in quell’altrove divenuto
l'unico rifugio possibile.
E m'immergo in questa sorta
di nomadismo dell'anima,
dove le parole
non sono solo un mezzo,
ma il treno veloce
amico dell'evasione.
Così sentirmi"ovunque"
diventa un modo
per non appartenere al nulla;
a quel nulla che non possa ferirmi,
trasformando la lontananza
in ujo scudo d'amore e bellezza.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.