L'anima in gabbia
L’anima è in gabbia,
e tende le mani contro sbarre invisibili
oscilla inquieta
tra cieli troppo alti da toccare
e abissi troppo fondi da colmare.
Troppo in alto,
dove l’aria si fa rarefatta
e i sogni bruciano come stelle lontane.
Troppo in basso,
dove il silenzio pesa
e il cuore impara la lingua delle crepe.
Non c’è via d’uscita apparente,
solo corridoi di pensieri
che si rincorrono senza fine.
Si smarrisce
tra fogli sparsi sul pavimento,
nell"inchiostro che trema.
Ogni pagina è un frammento,
ogni frase un tentativo di fuga.
Una carezza sbiadita
sfiora il viso della sera,
mentre la luce si scioglie lenta
dietro finestre socchiuse.
Il giorno si ritira in punta di piedi
e lascia spazio alle ombre,
che avanzano silenziose
come ricordi mai del tutto spenti.
Rapita dalla notte,
l’anima ascolta il proprio battito
farsi eco nel buio.
Eppure, nel fondo più nascosto,
una scintilla resiste:
piccola, ostinata,
come un filo d’alba
che promette,
prima o poi,
una crepa nella gabbia.