L'aurora
Si dipana un pensiero,
una profezia d'autunno
tra i tuoi sorrisi
e le tue mani,
che lentamente
si allontanano
come una fragile barca
sospinta dalla sera.
Hai disegnato approdi
su mari immaginari,
e le finestre aperte sul porto
hanno raccolto
salsedine
e lacrime del tempo.
L'aria della sera
accarezza il tuo volto,
come un'onda
che conosce da sempre
la strada del ritorno.
Poi il mare
ti ha chiamato per nome.
E tu,
senza rumore,
hai seguito
la rotta del vento.
Restano i ricordi.
Una voce
che riaffiora nel silenzio,
un gesto,
un sorriso,
capaci ancora
di abitare i miei giorni.
Ti rivedo
quando il cielo
si colora di pace.
Quando il mare
si fa immobile.
Quando il vento
porta fino a me
il profumo della tua assenza.
Mi manchi.
Ma so
che la barca
non ti ha portato lontano.
Ti ha soltanto
riconsegnato
al mare
che hai sempre amato.
E ogni aurora,
quando il mondo
ricomincia a respirare,
ti ritrovo
nel volo di un gabbiano,
nel silenzio dell'acqua,
nella luce
che nasce all'orizzonte.
Perché l'amore
non conosce tramonto.
Conosce soltanto
nuove albe.